di Chiara Fabrizi
Hanno fatto causa al ministero dell’Istruzione e del merito (Mim), citando in giudizio anche la prof di sostegno, i genitori della bimba di 12 anni autistica che sarebbe stata maltrattata in una scuola media del comprensorio di Spoleto dalla stessa insegnante. Complessivamente l’avvocato Antonio Francesconi, che rappresenta la minorenne, la mamma e il papà, ha quantificato in circa 270 mila euro i danni anche patrimoniali che i fatti al centro del processo penale avrebbero provocato alla ragazzina e ai suoi genitori. La docente di sostegno, rappresentata dall’avvocato Alberto Maria Onori, è stata rinviata a giudizio nel febbraio scorso, con la famiglia rappresentata dall’avvocato Francesconi che ha ritenuto di non costituirsi parte civile. In estate si aprirà il processo a suo carico per maltrattamenti aggravati: nel capo di imputazione la Procura di Spoleto sostiene che la 12enne, tra gennaio e febbraio 2025, sarebbe stata «costretta a trascorrere in solitudine l’orario scolastico all’interno di una stanza a lei dedicata» definita «di contenimento», oltreché «strattonata», «fatta cadere a terra», colpita con uno «schiaffo al volto» e «afferrata per i capelli».
Il processo civile, invece, si celebrerà davanti al tribunale di Perugia, dove ha sede l’Avvocatura dello Stato che dovrà rappresentare il Mim. Nelle 22 pagine di cui si compone l’atto di citazione appena depositato, Francesconi sostiene, con perizie firmate dallo psichiatra Silvio D’Alessandro, che i fatti al centro dell’inchiesta della Procura di Spoleto avrebbero causato «effetti gravemente pregiudizievoli sulla salute psicofisica» dei suoi assistiti. Per la 12enne, in particolare, si tratterebbe di un «danno psichico evolutivo, relazionale e comportamentale da aggravamento», che sarebbe sfociato nella «compromissione del percorso di crescita, della stabilità del funzionamento adattivo e della fiducia nelle relazioni educative». I genitori, invece, avrebbero reagito agli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Spoleto sviluppando «una sindrome ansiosa con tonalità depressive» con «compromissione della salute psicofisica» di entrambi, oltre alla «grave sofferenza morale» scaturita dalle accuse che la magistratura muove a carico della prof di sostegno.
