di Chiara Fabrizi
«Vogliamo vedere i video, perché non abbiamo mai avuto segnali di sorta dai nostri ragazzi che lì passano le loro giornate». A parlare è Patrizia, una delle mamme dei giovani affetti da autismo che nelle ore diurne frequentano la struttura Forabosco di Collestrada (Perugia), il centro in cui lavoravano i tre educatori arrestati alle prime luci dell’alba dalle forze dell’ordine con l’accusa di maltrattamenti ai danni dei ragazzi maggiorenni.
SUBITO OPERAZIONE VERITA’ AL FORABOSCO
Autistici maltrattati: parla una mamma «Stamattina siamo arrivati a Forabosco e abbiamo trovato le forze dell’ordine… siamo frastornati» dice la mamma che fa parte della Fondazione Aurap, creata dai genitori dei ragazzi autistici e parte offesa nella vicenda. Per Patrizia l’inchiesta della Procura è un fulmine a ciel sereno: «Il nostro interesse primario è tutelare i nostri figli e se le accuse venissero confermate prenderemmo subito provvedimenti, ma – dice – vogliamo capire quali siano le prove a carico di queste persone, perché mio figlio a Forabosco è sempre stato bene e non ha mai dato segnali che potessero far immaginare qualcosa del genere».
«Mai avuti segnali, vogliamo vedere i video» Tuttavia, l’inchiesta sui maltrattamenti ai ragazzi autistici di Perugia è partita proprio dalla denuncia di un genitore, che avrebbe trovato per almeno due volte lividi sulle natiche e su altre parti del corpo del figlio. Una segnalazione, quella del papà, che ha messo in moto le indagini compiute anche con telecamere nascoste. «A noi nessuno ha mai segnalato nulla e stamattina ho parlato con i genitori di altri quattro ragazzi e anche loro sono sorpresi e perplessi» dice la mamma, che chiede di «prendere visione dei video e delle registrazioni audio per capire le accuse, di cui ancora non sappiamo nulla».
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