Il nuovo pozzo di acqua calda in zona colle San Tommaso

di Chiara Fabrizi

«Il terremoto di magnitudo 3 avvertito nitidamente a Spoleto ha avuto epicentro a circa un chilometro di distanza da un nuovo pozzo di acqua calda che abbiamo campionato negli ultimi giorni». Così Fedora Quattrocchi, dirigente tecnologo di Ingv nel campo della sismogeochimica, a poche ore dalla scossa delle 2.32 della notte tra domenica e lunedì che ha svegliata buona parte della città.

«Epicentro vicino a pozzo caldo monitorato» L’esperta, che interviene su Umbria24 a titolo personale, da tempo indaga sulle anomalie termiche che ormai da un anno e mezzo si registrano nel comprensorio di Spoleto e più recentemente anche in quello di Foligno. In questo senso Quattrocchi, che studia i precursori sismici e nel settore è considerata una delle maggiori esperte, ha spiegato che il pozzo «a un chilometro dall’epicentro si trova in località San Tommaso ed è stato campionato negli ultimi tre giorni, quando le acque hanno fatto registrare la temperatura di 27 gradi. Dai primi di gennaio stiamo monitorando i pozzi caldi di Icciano e Camposalese (frazioni del comune di Spoleto, ndr) e a San Giovanni Profiamma (Foligno, ndr)». I fenomeni continuano quindi a essere al centro delle analisi della dirigente Ingv: «A mio parere personale – spiega a Umbria24 – questi episodi di variazione di termalità insieme ad aumento di radon, che abbiamo misurato in occasione di scosse più forti in zona come quella del 2 gennaio 2017 di magnitudo 4.1, sono dovuti ad un aumento di microfratturazione che fa variare portata, chimismo e temperatura dove magari metano sale e si ossida scaldando piccole falde lungo la faglia sismogenetica Spoleto-Foligno».

@chilodice

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