di Massimo Colonna
Faccia a faccia venerdì mattina tra i dirigenti dell’Ufficio scolastico provinciale di Terni e il professor Franco Coppoli, l’insegnante che nei giorni scorsi aveva tolto il crocefisso dall’aula in cui stava tenendo lezione e che per tale gesto è finito oggetto di un procedimento disciplinare. Il contraddittorio è servito al professore per replicare alle contestazioni dell’Ufficio scolastico. «Non c’è stata nessuna forma di violenza – ha spiegato Coppoli al termine del confronto – nel mio gesto di togliere il crocefisso. Non so nemmeno quale legge mi accusano di aver violato». Intanto due giorni fa un crocefisso è stato tolto dall’aula anche da uno studente dello stesso istituto del professor Coppoli. Il gesto ha provocato un dibattito tra gli studenti.
La decisione Per il professore si tratta del secondo procedimento, sempre per gli stessi fatti, dopo che nel 2008 era stato sospeso per trenta giorni dall’insegnamento proprio per gli stessi motivi, all’istituto Casagrande. I fatti stavolta sono avvenuti a gennaio scorso nell’istituto tecnico Allievi Sangallo. Dopo l’incontro di ieri la posizione di Coppoli verrà verbalizzata e una decisione su eventuali provvedimenti a suo carico verrà presa entro i primi giorni del mese di aprile (ossia 120 gironi dal fatto contestato). Il professore rischia al massimo uno stop all’insegnamento di sei mesi. «Ho respinto ogni addebito che mi è stato presentato – ha detto il professore – anche perché nessuna norma dell’ordinamento italiano legittima la presenza del crocefisso nelle scuole superiori. Dunque non so nemmeno quale norma, secondo loro, io stia violando».
Il corteo Nel frattempo durante il contraddittorio sotto gli uffici del provveditorato agli studi di Terni si è svolta una manifestazione di sostegno al professore con l’Unione atei, agnostici e razionalisti (Uaar), Cobas della scuola, Rete degli studenti medi, Civiltà laica e movimento Realiano. L’iniziativa è stata organizzata «contro ogni integralismo religioso e in solidarietà con la battaglia civile del professor Coppoli, affinchè si realizzi pienamente quella distinzione tra Stato e Chiesa che è alla base della modernità». Al corteo ha preso parte anche la Rete degli studenti medi. «Crediamo che il crocefisso non debba esporsi nelle aule – ha spiegato Ali Dalil, 18 anni, da 10 in Italia, rappresentante per il liceo Galileo Galilei per la Rete degli studenti medi – non in quanto simbolo della cristianità, ma perché le aule devono essere un luogo laico, con nessun simbolo religioso».
Anche lo studente Intanto la questione continua a far discutere. Due giorni fa uno studente della scuola Itis Allievi Sangallo ha tolto il crocefisso dall’aula, in segno di solidarietà al professore. Un gesto provocatorio che comunque ha acceso il dibattito tra gli studenti sull’accaduto.
