I lavori in corso dentro l'ex ufficio di piazza Partigiani (foto Umbria24)

Una nuova vita per l’ormai ex ufficio postale di piazza Partigiani, storicamente il più importante della città dopo quello di piazza Matteotti. Da qualche tempo sono infatti in corso i lavori di riqualificazione della struttura da parte di Poste, che ha scelto di trasformare l’ex ufficio Perugia 2 in un co-working.

Il progetto La riqualificazione rientra nell’ambito del progetto «Spazi per l’Italia», con il quale Poste punta a mettere a disposizione 250 spazi in tutta Italia, 80 dei quali in Comuni con meno di 15mila abitanti convertendoli in co-working di diversa dimensione (dai 100 ai 1.500 metri quadrati a seconda delle realtà), «tutti interconnessi tra di loro – spiega Poste presentando il progetto – al fine di costituire un’unica rete digitalizzata e smart». «L’obiettivo – dice ancora Poste sul suo sito – è di realizzare la rete di co-working più diffusa, digitalizzata, accessibile e immediatamente disponibile del Paese: postazioni di lavoro, spazi di riunione, servizi condivisi, aree dedicate a eventi e formazione la cui fruizione è aperta ai privati, alle aziende e alla pubblica amministrazione, università, centri di ricerca con i quali possono essere definite apposite convenzioni di servizio per rispondere al meglio alle esigenze e alle vocazioni di ciascun territorio/stakeholder».

Gli ex uffici di piazza Partigiani (foto Umbria24)

Cosa sarà Per quanto riguarda Perugia i lavori sono ormai in fase avanzata, tanto che lo spazio compare già nell’elenco di quelli disponibili in Italia affiancato dalla dicitura «prossima apertura». Lo scopo è quello di rivolgersi a professionisti, piccole imprese, aziende, organizzazioni o gruppi di lavoro per offrire loro open space, uffici privati, sale riunioni e così via. Tutte soluzioni che possono essere utilizzate con formule personalizzate oppure per un uso occasionale da 1 a 15 giorni o attraverso abbonamento da 1 a 12 mesi. Tutte le strutture ovviamente sono dotate di Wi-Fi, impianto di climatizzazione, stampanti, scanner, servizi di pulizia e manutenzione e così via. A fine maggio Poste spiegava di aver completato 170 siti su 250.

La storia Una location importante anche dal punto di vista architettonico. L’ex ufficio postale era infatti parte del complesso progettato da Dino Lilli, che comprendeva quella che è poi diventata la Procura e l’hotel Sangallo, collegate dalla celebre terrazza. Complesso nato nel dopoguerra per ridefinire l’area, con la costruzione andata avanti per step nel decennio 1957-1967. Quel che è certo è che i futuri utenti del co-working potranno beneficiare di un quadrante che sarà profondamente rinnovato: nel 2030 sarà completata la riqualificazione del terminal di piazza Partigiani (comprese le due piattaforme davanti al Santa Giuliana), basata sulla convenzione tra Regione e Comune presentata proprio giovedì; in ballo poi c’è la costruzione della nuova Cittadella giudiziaria all’interno dell’ex carcere femminile, la riqualificazione del cinema Lilli e anche della Rocca Paolina attraverso un bando della Regione.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.