L’ex cinema Lilli (foto Pacini)

di Daniele Bovi

Una notizia che i perugini attendevano da oltre 20 anni. L’ormai ex cinema-teatro Lilli riaprirà le porte offrendo un mix di arte, cultura, musica dal vivo e non solo. Ad acquistare la struttura è stata Daniela Brughini, moglie di Marco Materazzi, l’ex campione del mondo di calcio ormai perugino d’adozione. Il tam-tam si è diffuso nel pomeriggio di mercoledì quando Aimone Romizi ha postato, sul suo profilo Instagram, un Materazzi sorridente sul terrazzo in cima al Lilli. «Hanno fatto la follia. L’ex cinema Lilli, che sogno» è scritto nel post. Brughini, con un passato nel mondo della musica dal vivo (il padre è stato proprietario del leggendario Etoile54), ha concluso l’acquisto venerdì. Dell’operazione è stata ovviamente informata alcuni giorni fa anche la giunta comunale. 

Cambi d’uso «Ai proprietari – dice Brughini – è piaciuta l’idea che questo storico spazio rimanga destinato a cultura, spettacoli, musica, mostre. Per il cinema stiamo pensando magari a una sala per film d’essai. Dobbiamo quindi ora capire la questione dei cambi d’uso perché ad oggi al Lilli si può fare solo cinema».

Nessun centro commerciale Nessun recupero è mai stato fatto in precedenza, dopo idee avanzate negli anni ma mai messe in pratica. Ora invece una nuova vita è pronta per lo storico spazio culturale della città di Perugia. Un percorso non facile però, come spiega ancora la nuova proprietaria: «Non è stato facile mettere insieme e far accettare il nostro progetto a tanti eredi dell’immobile. L’atto lo abbiamo concluso con 16 persone, tutte però felici perché lo spazio non diventerà un centro commerciale e nemmeno uno spazio con appartamenti. Ho anche promesso che il nuovo nome avrà un richiamo allo storico Lilli. Ora non posso svelarlo ma ci sarà sicuramente un cameo».

Musica «Da grande appassionata di musica – afferma ancora – il mio sogno è che diventi un luogo per la musica a Perugia, senza dover arrivare al Lyrick di Assisi, al momento unico spazio che può contenere mille persone. La nostra intenzione è anche quella di collaborare con le realtà culturali del territorio».

Cimeli Alcune idee ci sono già anche per il piano sotto del teatro, un grande spazio che nelle intenzioni della famiglia Materazzi potrebbe diventare «perfetto» per un museo di cimeli “Marco & friends”, idea della quale molti anni fa l’ex giocatore di Inter e Perugia aveva già parlato con qualcuno. «Mio marito – sottolinea Brughini – è un grande collezionista e oltre ad esporre tutte le cose che riguardano la sua carriera volevamo anche ampliare il museo alle altre cose di sportivi e musicisti amici di Marco. Volevamo aprilo a Milano ma a questo punto credo che lo faremo a Perugia, come ulteriore punto di attrazione per la città».

I progetti «Spero che ora le nostre idee si possano realizzare perché i sogni sono tanti ma dobbiamo metterci seduti e vedere come agire» dice Brughini per poi aggiungere: «Non ci interessa guadagnarci, con i soldi spesi potevo infatti comprare un appartamento a Milano e campare di rendita, ma non potevamo più vedere chiuso e tenuto male un luogo a me molto caro, visto che al Lilli ho visto il mio primo cartone animato al cinema con mia mamma. La prima cosa che faremo è ripulirlo esternamente e successivamente vedremo cosa ci permetteranno di fare».

La storia La notizia segna la fine di un lunghissimo periodo di incertezza per uno degli spazi più simbolici del centro storico di Perugia. La storia di questo edificio inizia nel 1942, quando l’architetto Dino Lilli ne completò la costruzione secondo i canoni dell’architettura razionalista. Fin da subito il Lilli si impose come uno dei principali luoghi di aggregazione culturale della città, punto di riferimento per il cinema e lo spettacolo. Per decenni ha ospitato proiezioni, eventi e incontri, fino alla chiusura definitiva arrivata nel 2002. Da allora, l’immobile è rimasto sostanzialmente inutilizzato, diventando simbolo di un patrimonio urbano in attesa di nuova vita e finendo al centro di molte ipotesi e dibattiti. 

Tante idee Nel corso degli anni sono nate proposte come quella, ad esempio, per il recupero del Lilli come fulcro di una “multisala diffusa”, un progetto che avrebbe collegato le varie sale del centro storico creando un sistema coordinato di proiezioni e rassegne. Nel 2016 si registrarono anche i primi tentativi di riuso temporaneo, con iniziative culturali e aperture della terrazza durante l’estate, segnali di una possibile rinascita durata però poco.

Riqualificazione Nel 2017 alcuni consiglieri comunali dell’allora opposizione di centrosinistra proposero un ordine del giorno per attivare strumenti di finanziamento legati ai fondi nazionali per il cinema e l’audiovisivo, aprendo alla possibilità di una riqualificazione sostenuta da risorse pubbliche. L’anno successivo invece si parlò di un progetto privato che prevedeva la conservazione parziale della funzione cinematografica, integrata con uffici, spazi residenziali e aree conviviali. Anche in questo caso, però, niente da fare.

Museo del jazz Dal 2023 in avanti si è poi parlato anche di contatti tra non meglio precisati investitori e l’allora amministrazione comunale, mentre nel 2024 è stata rilanciata anche l’idea di trasformare l’edificio in un museo del jazz, in sinergia ovviamente con Umbria Jazz, o più in generale in un polo polifunzionale dedicato a musica, mostre e attività culturali. E poi ancora altre ipotesi legate a un restauro filologico che avrebbe restituito il Lilli alla sua funzione originaria, al riuso parziale per eventi, ristorazione o club e così via. 

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.