di Daniele Bovi
Bisognerà attendere qualche giorno in più rispetto al previsto per capire se il Comune di Perugia dichiarerà o no l’interesse pubblico a proposito del nuovo «Renato Curi». I termini per esprimersi sul project financing presentato da Arena Curi (la società che riunisce il gruppo di promotori) scadrebbero sabato 24. Condizionale d’obbligo perché, come emerso nelle scorse ore, è stata proprio Arena Curi a chiedere all’amministrazione di fermare la clessidra; questo perché in ballo ci sono alcuni aspetti tecnici, come quelli che riguardano la viabilità ma non solo, da approfondire.
«L’IPERSTADIO INCOMBE SU PERUGIA: I DUBBI SUL NUOVO STADIO»
GALLERY: LE IMMAGINI DEL PROGETTO PRESENTATO
NUOVO CURI: APPROFONDIMENTO SU PASSAGGIMAGAZINE
Incontro Una discussione che sarà affrontata nel corso di un incontro ad hoc tra i promotori del progetto e Palazzo dei Priori. Questa richiesta allungherà quindi ancora un po’ i tempi: quel che è certo però è che una volta dipanati questi aspetti, il Comune avrà a disposizione pochi giorni di tempo per dichiarare o no l’interesse pubblico. Senza questo via libera il progetto potrebbe tornare definitivamente nel cassetto ma di sicuro il tema, a un anno dal voto, è di quelli delicati tanto che dentro la maggioranza Progetto Perugia, ovvero il gruppo più numeroso, ha fatto capire che così com’è la proposta non funziona. In caso contrario, la pratica dovrà passare in consiglio comunale dato che servirà una variante al Piano regolatore. Tenendo conto di tutti questi fattori, i lavori potrebbero partire non prima della fine del prossimo campionato.
NUOVO STADIO «CURI», I PASSAGGI E I TEMPI
NUOVO «CURI», IL COMUNE COINVOLGE ANCHE IL DIPE
Pareri e protocolli A inizio giugno, intanto, sono arrivati i pareri dei 15 soggetti ( dalla Usl agli uffici comunali, dalla Regione alla Prefettura fino a Telecom, Umbra acque, Open Fiber e non solo) coinvolti nella conferenza di servizi. Il progetto, che vale circa 70 milioni di euro, prevede che il Comune contribuisca in modo importante (in una prima fase la cifra ammontava intorno ai 12 milioni di euro) e così, a metà maggio, Palazzo dei Priori ha firmato un protocollo con Cassa depositi e prestiti in cui non si esclude che una parte delle risorse necessarie alla costruzione del nuovo «Renato Curi» potrebbero arrivare proprio da Cdp. Cassa depositi e prestiti supporterà il Comune nella fase amministrativa e tecnica ma anche economico-finanziaria, con particolare riguardo all’analisi dell’equilibrio economico-finanziario dell’operazione e alle possibili fonti di finanziamento. Un focus, poi, sarà fatto anche sull’impatto ambientale, sociale ed economico.
