La curva nord del Curi

di Daniele Bovi 

Dopo il piano A e quello B, simili ed entrambi bocciati da due giunte diverse, Arena Curi punta a quello C, che in caso avrà numeri più contenuti sotto tutti i punti di vista. Mercoledì è stato il giorno in cui è stato pubblicato il verbale della conferenza dei servizi preliminare in cui, sostanzialmente, si spiega che il progetto presentato a fine marzo da Arena Curi presenta gli stessi problemi di quello bocciato un anno fa dalla giunta Romizi. Sempre mercoledì l’amministrazione ha convocato i promotori per spiegare il contenuto del verbale e, a quel punto, Arena Curi ha ritirato la proposta, rendendo superflua una riunione di giunta per ufficializzare uno scontato no all’interesse pubblico.

I PERCHÉ DELLA BOCCIATURA DEL SECONDO PROGETTO

Indirizzi diversi «Abbiamo ritirato il progetto – spiega a Umbria24 Francesco Lana, presidente di Arena Curi – perché abbiamo capito che i più che legittimi indirizzi dell’amministrazione sono orientati su un certo tipo di prodotto». «La giunta comunale – è infatti scritto nel comunicato diffuso nel tardo pomeriggio di mercoledì – prende atto che il ritiro della proposta di partenariato è stata motivata dalla stessa società in virtù dei nuovi obiettivi politici che l’Amministrazione comunale intende perseguire nell’area interessata dall’intervento». Obiettivi che non prevedono di sicuro grandi quantità di superfici commerciali o simili in un’area come quella di Pian di Massiano; progetti difficili da sostenere anche politicamente per la giunta di Vittoria Ferdinandi. 

Piano C E così si passa al piano C. Per ora l’esecutivo porterà avanti il dossier avviato dalla precedente amministrazione, con il mutuo da cinque milioni contratto con il Credito sportivo che servirà per una serie di lavori. Poi l’idea potrebbe essere quella di procedere a una riqualificazione dell’impianto per stralci, con lavori nelle zone non interessate per ora dai diversi cantieri, fino ad arrivare alla copertura del Curi. Il tutto senza demolizioni totali o spostamenti a Ponte San Giovanni e attraverso investimenti decisamente al di sotto degli oltre 70 milioni ipotizzati da Arena Curi. 

Arena al lavoro Di sicuro la società potrebbe dare una disponibilità a far parte di questo progetto: «Noi – prosegue Lana – abbiamo ritirato questo progetto senza alcuna polemica e da domani lavoreremo a un nuovo progetto; il tutto lo abbiamo fatto in modo costruttivo. Di sicuro rimane l’impegno di dotare la città di un’infrastruttura per il futuro in linea con quelli che sono gli obiettivi del Comune. Arena Curi è fatta da perugini che porteranno avanti il loro impegno in tal senso». Quanto alla presenza eventualmente del Fondo 10 Stadi, presentato a fine marzo come attore chiave, «si vedrà – spiega Lana – se sarà ancora con noi, così come i partner per il settore dell’intrattenimento. Noi ci rimetteremo a lavoro».

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