Giunta e tecnici durante la conferenza stampa (foto Giugliarelli)

di Daniele Bovi

Mentre il vecchio «Curi» rimane in piedi, l’amministrazione comunale “demolisce” quello nuovo. Mercoledì nella sala del consiglio comunale si è tenuta l’attesa conferenza stampa di sindaco, tecnici e giunta sul progetto di partenariato pubblico-privato proposto da ArenaCuri. Contrariamente a quanto previsto alla vigilia mercoledì, giorno in cui di solito si tiene la giunta, l’esecutivo non è arrivato con la delibera in cui si certifica il no alla dichiarazione di pubblico interesse.

ARENACURI IN PRESSING SUL COMUNE

Pubblico interesse Una questione più di forma che di sostanza: nelle scorse ore ArenaCuri ha scritto al Comune che prenderà così qualche ora in più per mettere nero su bianco lo stop. Già pubblica invece la determina dirigenziale in cui si dà conto di quanto emerso dai pareri in sede di conferenza di servizi preliminare. Documento in cui si parla esplicitamente della necessitò di «modifiche sostanziali del Pef e del progetto». Benché la delibera di giunta non ci sia ancora dalla conferenza stampa, convocata per «chiarire tutti i passaggi», è emerso un inequivocabile e motivato no. Troppi i dubbi e le perplessità su diversi fronti.

LA “BOCCIATURA” DURANTE IL VERTICE DI MAGGIORANZA

Un unicum Il progetto proposto da ArenaCuri è intanto un unicum rispetto a quanto fatto finora in Italia, dove a guidare questi percorsi (e a investire) sono le società di calcio, e dove non vengono richiesti importanti contributi alle amministrazioni pubbliche. ArenaCuri ha presentato un progetto da oltre 76 milioni di euro, 32 dei quali riguardano lo stadio, 24 altre opere comprese quelle commerciali più altre spese; in tutto 10 mila metri quadrati di spazi commerciali, un albergo, 1.500 metri quadri per uffici e altre zone dedicate a ristorazione e così via.

Costi e tempi L’ingegner Paolo Felici, dirigente del settore Impianti sportivi si è detto preoccupato per una stima dei costi «notevolmente inferiore» a quella che verrebbe fuori dai calcoli fatti con i parametri utilizzati per progetti similari, tanto che potrebbe crescere del 30 per cento. Il vecchio «Curi» poi dovrebbe essere completamente demolito e ricostruito secondo i proponenti in 24 mesi, durante i quali il Perugia traslocherebbe a Gubbio: in realtà secondo il Comune si potrebbe arrivare a 36-48 mesi, al netto di ulteriori problemi. E se i lavori dovessero fermarsi per qualche motivo che succederebbe? L’ipotesi di una ristrutturazione per stralci «è stata avanzata ai proponenti ma ci hanno risposto che i costi sarebbero aumentati».

Un momento della conferenza stampa (foto Giugliarelli)

Il progetto I posti a disposizione in settori popolari come quelli delle due curve poi sarebbero tagliati di un terzo. E dato che il proponente non è la società di calcio alcuni tipi di concessioni che riguardano gli spazi a uso sportivo sono inapplicabili, se non attraverso un diritto di superficie per il quale però andrebbero sborsate cifre importanti. Per il Perugia Calcio poi non ci sarebbero ricavi ma, anzi, l’obbligo di pagare un canone dal 13esimo anno in poi. Il progetto relativo alla viabilità è stato poi definito «fortemente peggiorativo» rispetto all’assetto attuale. Troppi dubbi inoltre ci sono sul fronte della sostenibilità del progetto: ArenaCuri stima 11,5 milioni di ricavi all’anno, 10 dei quali «da non meglio precisati eventi».

Ricavi «L’interesse pubblico – ha sottolineato il dirigente dell’area Bilancio Baldoni – riguarda anche la capacità di autosostenersi». Su questo fronte delle integrazioni recentemente sono state chieste ma le risposte «sono state parziali e non del tutto soddisfacenti». Bocciati anche gli uffici direzionali che potevano essere destinati alla municipale («l’utilizzo in una zona così attiva sarebbe molto difficoltoso»), mentre problemi ci sono sul fronte della pericolosità idraulica data la presenza di una falda.

Il maxi contributo C’è poi il fondamentale capitolo del maxi contributo chiesto al Comune. Palazzo dei Priori avrebbe dovuto mettere sul piatto 11 milioni di euro in tre anni più 250 mila euro all’anno per gli uffici per un totale di 18 milioni in 25 anni. Baldoni ha sottolineato che l’unica fonte certa e attivabile per trovarli sarebbe l’indebitamento, cioè i mutui. Tenendo conto di rate, oneri aggiuntivi e minori ricavi il peso per Palazzo dei Priori sarebbe stato di 830 mila euro all’anno, «cifre sottratte ad altri capitoli». Sia Baldoni che Romizi hanno spiegato che il lavoro di risanamento fatto sui conti negli ultimi anni è stato importante e che queste somme andrebbero a compromettere il bilancio: «Dal 2026 – hanno detto – ritroveremo una certa elasticità che in questo modo però verrebbe eliminata per gli anni futuri. Ingesseremmo di nuovo il bilancio».

I lavori E quindi ora che si fa col vecchio e malconcio «Curi»? Romizi e l’assessore allo Sport Clara Pastorelli hanno spiegato che dopo i lavori su Curva Nord si proseguirà con quelli su tribuna e Curva Sud (per i problemi sul settore ospiti, che non può essere chiuso, si procederà con alcune soluzioni tampone). In seguito arriveranno l’incremento dei bagni e altri adeguamenti funzionali. Per ora a bilancio ci sono 1,6 milioni di euro e parte dei lavori sono stati stoppati proprio per valutare il progetto di ArenaCuri. In vista di una possibile riammissione in B, non si potrebbe derogare sull’adeguamento dell’illuminazione, che però verrebbe fatto in tempo per l’avvio del campionato, mentre laddove è possibile una deroga (come per il numero di bagni) sarà richiesta. Per tutti gli altri lavori «abbiamo la necessità – ha detto Romizi – di reperire le risorse». «Il nuovo stadio – ha sottolineato Pastorelli – rimane tra le linee programmatiche dell’amministrazione. È nostra intenzione procedere con interventi e progetti programmati da finanziare con risorse dell’ente, accedendo poi a bandi e finanziamenti, procedendo poi per stralci». Quel che è certo è che per ora l’idea di un nuovo stadio torna nel cassetto.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.