Un'immagine del nuovo «Curi»

di Daniele Bovi

Il progetto del nuovo stadio «Renato Curi» non sta in piedi sotto diversi – e decisivi – punti di vista, tanto che l’amministrazione comunale di Perugia va verso la bocciatura del dossier. Del tema si è parlato lunedì pomeriggio a Palazzo dei Priori nel corso di una lunga riunione (quasi tre ore) alla quale hanno partecipato i tecnici del Comune, assessori, capigruppo e consiglieri di maggioranza. Lunedì, teoricamente, sono scaduti i termini per la dichiarazione, da parte del Comune, del pubblico interesse, ma in realtà c’è ancora un piccolo margine a disposizione.

Tecnici netti L’appuntamento si è aperto con le relazioni dei tecnici comunali che, per usare un eufemismo, sono fortemente perplessi sul progetto presentato a febbraio da Arena Curi, realtà detenuta per il 40 per cento, come sottolineato lunedì, da una società che risulta inattiva. A non convincere è il piano economico-finanziario, architrave del progetto. Al Comune viene chiesto un contributo di oltre 11 milioni di euro più altri 250 mila euro per 30 anni per la nuova caserma dei vigili urbani che sorgerebbe in zona. Nel complesso, secondo i tecnici si tratta di un investimento oneroso che ingesserebbe molto il bilancio comunale.

Molti dubbi Altri dubbi ci sono sui dieci milioni di euro di ricavi che Asm global, società esterna alla compagine di Arena Curi e specializzata nell’organizzazione di eventi, sostiene di poter incassare ogni anno. Questi ricavi, come scritto nel Pef, arriverebbero dallo «sfruttamento commerciale della struttura sportiva» e rappresenterebbero «la voce più significativa dei ricavi»; in ballo ci sarebbero in particolare la gestione del naming (i soldi che uno sponsor verserebbe per legare il proprio marchio a quello dello stadio) e dell’ospitalità. Nel complesso il Nuovo «Curi» costerebbe oltre 76 milioni di euro con la possibilità, secondo i tecnici, di un altro 30 per cento in più; una cifra gigantesca rispetto a quella investita in altre città italiane di medio-piccole dimensioni per la riqualificazione dello stadio.

Viabilità e sport A non convincere, inoltre, è l’assetto della viabilità. Quella proposta da Arena Curi secondo gli uffici sarebbe addirittura peggiorativa rispetto allo scenario attuale. Da ultimo, ma non certo per importanza, c’è un altro fattore: il lato sportivo dell’intero progetto sembra essere decisamente laterale. Generalmente a guidare operazioni di questo tipo in Italia (dove sono ancora pochissime) e in Europa sono le società di calcio, che puntano alla costruzione di stadi di proprietà per aumentare i ricavi, da reinvestire poi per ottenere migliori risultati sportivi.

Bocciatura Insomma, tutto fa pensare a una più che probabile bocciatura dell’intero dossier. Stando a quanto filtra dalla riunione, infatti, gli assessori presenti hanno fatto capire che dotare Perugia di un nuovo impianto sarebbe auspicabile, ma non con questo progetto. Freddezza, con temperature variabili, anche da parte di diversi consiglieri di maggioranza; il più duro, settimane fa, era stato Francesco Vignaroli di Progetto Perugia, architrave della coalizione. Insomma, per l’ennesima volta l’idea di un nuovo stadio sembra destinata a tornare in un cassetto.

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