Un'immagine del progetto

di Daniele Bovi

Il Comune dichiari il pubblico interesse, poi ci sarà tempo per correggere il progetto del nuovo «Renato Curi». In estrema sintesi è questo il messaggio che il presidente del cda di ArenaCuri, Francesco Maria Lana, affida a una lettera inviata martedì al sindaco Andrea Romizi, ai componenti della giunta e all’ingegner Paolo Felici, dirigente del settore Impianti sportivi del Comune.

LA “BOCCIATURA” DURANTE IL VERTICE DI MAGGIORANZA

I tempi Una lettera che arriva dopo la riunione di maggioranza di lunedì – dalla quale è emersa una sostanziale bocciatura del progetto – e a poche ore dalla seduta di giunta di mercoledì, quando Palazzo dei Priori prenderà posizione in modo ufficiale sul progetto e la illustrerà nel pomeriggio nel corso di una conferenza stampa. A parlare saranno Romizi, l’assessore allo Sport Clara Pastorelli, il segretario e direttore generale del Comune Francesca Vichi, Felici, il vicesegretario Laura Cesarini e il dirigente del Bilancio Stefano Baldoni; uno schieramento che testimonia l’importanza e la complessità della vicenda.

I dubbi Le possibilità di un semaforo verde sono oggettivamente pochissime. In questa fase il Comune ha guardato in particolare alla sostenibilità finanziaria dell’operazione, che per Palazzo dei Priori non viene garantita in modo adeguato. I dubbi sono molti e forti e riguardano non solo questo fronte ma anche altri aspetti, compreso il fatto che – a differenza di quanto accaduto in altre città – a guidare l’operazione non sia la società di calcio. «Questa – spiegano da Palazzo dei Priori – è un’arena per eventi dove l’aspetto calcistico è in secondo piano».

La lettera ArenaCuri nella lettera non entra nel dettaglio dei problemi sollevati nel corso delle ultime settimane ma si dice sorpresa «che si possa parlare di “bocciatura” della proposta tenuto conto che dal momento della presentazione ufficiale avvenuta il 9 febbraio scorso, questa società ha fornito al Rup tutte le informazioni e le precisazioni richieste». Le uniche osservazioni dopo la conferenza di servizi preliminare, osserva ArenaCuri, riguardano l’area parcheggi e la definizione planimetrica di altre zone. La società spiega poi di essere stata sempre disponibile a confrontarsi e a fornire elementi utili.

I passaggi Nella lettera Lana sottolinea che la dichiarazione di pubblico interesse non corrisponde all’approvazione della proposta e che solo dopo il primo passaggio si arriverebbe al progetto definitivo, al piano economico-finanziario asseverato, alla convenzione e poi alla gara per i lavori. Quindi solo dopo l’«auspicata dichiarazione di pubblico interesse» avverrebbe il confronto con la cittadinanza sul progetto e una «consapevole decisione» da parte del Comune. Insomma, un vero e proprio pressing a pochi minuti dal fischio finale.

La società Secondo i documenti depositati in Camera di commercio, i soci di ArenaCuri (srl con un capitale sociale di 250 mila euro) sono quattro: il 45 per cento è nelle mani di Centro costruttori srl, il 30 per cento è della King di Giulio Benni (la catena di negozi di abbigliamento sportivo), un altro 15 per cento della romana Nota bene real estate srl e l’ultimo 10 per cento è della trevana Olmo invest srl.

I soci Vicepresidente del cda è il marchigiano Benni mentre gli altri membri del consiglio di amministrazione sono Mauro Ricci della Anytime fitness (che è anche il proprietario della Nota bene), Claudio Umbrico di Sea, il geometra Simone Minestrini, l’avvocato e consulente marchigiano Enrico Sbaffi e Francesca Bosi della Olmo invest, una società di consulenza. Centro costruttori è invece la società creata ad hoc da Umbrico dentro la quale ci sono anche Mirco Campagnoli (Centro Impianti) e Andrea Minelli (Greencore). A tutti loro, e al resto della città, mercoledì si rivolgerà il Comune.

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