di Annamaria Durante
Un nuovo spazio alla didattica digitale avanzata e all’innovazione educativa entra a far parte del campus dell’Università degli Stranieri di Perugia: è Aidea Lab, inaugurato nella mattinata di venerdì alla palazzina Valitutti, e nato all’interno del progetto EduNext, il più grande network europeo per la formazione universitaria digitale, composto da 35 atenei, oltre 700mila studenti e 25mila docenti. All’inaugurazione hanno partecipato il rettore Valerio De Cesaris, il direttore generale, Luigi Botteghi, e le docenti Stefania Scaglione, Cristina Gaggioli, Borbala Samu, e Francesca Malagnini.
«L’obiettivo – ha detto il rettore De Cesaris – è quello di offrire strumenti che aiutino docenti e studenti a lavorare meglio, ampliando l’accessibilità dei contenuti e sperimentando nuove modalità di trasmissione del sapere».
Aidea Lab, acronimo per ‘Laboratory for artificial intelligence & digital education advancement‘ (tradotto: laboratorio per il progresso dell’intelligenza artificiale e dell’educazione digitale, ndr) è progettato per supportare docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo nella «produzione, sperimentazione e diffusione di contenuti didattici innovativi, attraverso strumenti digitali avanzati e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. Permette di realizzare videolezioni, podcast, vodcast (video podcast, ndr) e tutte quelle attività di didattica innovativa che rendono l’apprendimento non solo digitale, ma anche più inclusivo ed efficace per gli studenti» ha spiegato Valentino Santucci, direttore scientifico del laboratorio. Insieme a lui, fanno parte del team di Aidea Lab anche Talia Sbardella, instructional designer, e Leonardo Galeassi, media producer.
«Dotarsi di uno spazio dedicato alla produzione di contenuti digitali e alla sperimentazione di nuovi linguaggi – ha spiegato invece il direttore generale – significa rafforzare la capacità dell’Università di rispondere alle trasformazioni nel mondo della
didattica e dei servizi agli studenti, mantenendo elevati standard qualitativi e una forte
attenzione all’accessibilità».
Il nuovo spazio, conclude Santucci, «rappresenta per l’Università un’opportunità concreta per rinnovare la didattica di alta qualità che già svolgiamo in modalità tradizionale, trasferendola anche in un ecosistema digitale avanzato grazie alle nuove tecnologie».


