di Daniele Bovi
Una parte delle risorse necessarie alla costruzione del nuovo «Renato Curi» potrebbero arrivare da Cassa depositi e prestiti. L’eventualità è contenuta nello schema di protocollo che il Comune di Perugia e Cdp sottoscriveranno a breve. Il rapporto tra Palazzo dei Priori e Cdp su questo fronte non è nuovo. Dopo la presentazione ufficiale del progetto da parte della società Arena Curi, avvenuta il 10 febbraio, il Comune ha coinvolto per un parere sul Piano economico-finanziario prima il Dipe (il il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica»), una struttura che dipende dalla presidenza del Consiglio dei ministri, e poi Cdp (controllata all’82 per cento dal Ministero dell’Economia), sempre per un parere.
«L’IPERSTADIO INCOMBE SU PERUGIA: I DUBBI SUL NUOVO STADIO»
IPERSTADIO: APPROFONDIMENTO SU PASSAGGI
Il documento Con il protocollo però, della durata di due anni, si fa un passo in avanti. Nel quadro di un possibile partenariato pubblico-privato, Cdp supporterà il Comune nella fase amministrativa e tecnica ma anche economico-finanziaria, con particolare riguardo all’analisi dell’equilibrio economico-finanziario dell’operazione e alle possibili fonti di finanziamento. Un focus, poi, sarà fatto anche sull’impatto ambientale, sociale ed economico. E se dovesse arrivare la dichiarazione di pubblica utilità da parte del Comune Cdp continuerà a sostenere Palazzo dei Priori anche in questa fase. Ma non solo.
NUOVO STADIO «CURI», I PASSAGGI E I TEMPI
Il supporto L’articolo 4 del documento prevede anche la valutazione, da parte di Cdp, di una possibile richiesta di finanziamento da parte del Comune; nell’eventuale atto di gara che dovrebbe seguire la dichiarazione di pubblico interesse, inoltre, ci potrebbe essere anche una clausola in cui si darebbe conto della disponibilità di Cdp a valutare il finanziamento a favore dell’aggiudicatario. Il tutto deve obbligatoriamente avvenire nel quadro previsto da InvestEU, il programma nato per il rilancio degli investimenti privati e che ha l’obiettivo di favorire competitività e crescita nel lungo periodo.
NUOVO «CURI», DEPOSITATO IL PROGETTO
GALLERY: LE IMMAGINI DEL PROGETTO PRESENTATO
Pubblica utilità Il primo mattone burocratico da posare però è la dichiarazione di pubblica utilità. Nei giorni scorsi l’Arena Curi ha risposto alla corposa richiesta di chiarimenti avanzata dal Comune a inizio marzo, riguardante capitoli come incassi, durata dell’affidamento, viabilità e pure lo sforzo economico chiesto a Palazzo dei Priori. Il progetto, che vale in tutto oltre 70 milioni di euro, prevede infatti una quota di 12 milioni a carico del Comune; quota che, con le integrazioni presentate, sarebbe diminuita. L’altra strada che ha davanti Palazzo dei Priori è procedere in solitaria con la riqualificazione del «Curi»; operazione che, ovviamente, si limiterebbe alla struttura esistente. Con il deposito dei chiarimenti è ripartito il conto alla rovescia rispetto ai 60 giorni di tempo fissati dalla Legge stadi: per la dichiarazione di pubblica utilità il Comune ha tempo fino ai primi di giugno.
