di Daniele Bovi
Il deposito del documento di fattibilità ha rappresentato il fischio di inizio della partita, lunga e complicata, che potrebbe portare alla realizzazione del nuovo stadio «Renato Curi» di Perugia. A qualche ora da questo primo passo ufficiale, quello in grado di mettere in moto tutta la macchina, emergono altri dettagli relativi al progetto curato dalla Gau Arena dell’architetto Gino Zavanella, lo stesso dello Juventus stadium.
LA SCHEDA: TUTTI I PASSAGGI PREVISTI
NUOVO «CURI», DEPOSITATO IL PROGETTO
La società Per quanto riguarda la compagine societaria, l’Arena Curi srl sarà formata da quattro soggetti più uno che raggruppa i costruttori; nella srl, che ha un capitale sociale di 250 mila euro, non c’è il Perugia calcio che invece sarà nella società di gestione. Una compagine che comunque i promotori intendono tenere aperta ad altri eventuali investitori per quello che, nel complesso, viene visto come un progetto per la città. Il progetto come noto prevede spazi commerciali ma non si tratterà, secondo quanto riferiscono gli imprenditori, dell’ennesimo supermercato.
GALLERY: LE IMMAGINI DEL PROGETTO PRESENTATO
Il progetto In ballo ci sono spazi anche per uffici del Comune, un centro medico, un parcheggio coperto da duemila posti su quattromila metri quadrati e non solo: nel progetto si parla anche di un sovrappasso per collegare lo stadio all’area di viale Pietro Conti e di un incremento del verde intorno allo stadio. Museo e campi di allenamento invece non verranno toccati: insomma, i lavori si concentreranno essenzialmente sull’area dell’attuale «Curi». Nel corso dell’iter progettuale poi verrà presentata una variante di destinazione al Prg, che prevedeva ampi spazi per sale riunioni, giudicate per ora non necessari.
IL PRIMO INCONTRO CON IL COMUNE
Il percorso A questo punto la palla passa al Comune e in particolare agli uffici. A regolare il percorso è la Legge Stadi: il decreto legislativo 38 del 2021 innova il procedimento amministrativo che consente la costruzione e l’ammodernamento degli impianti. Le nuove norme prevedono una riduzione dei termini per le diverse fasi e una semplificazione delle conferenze di servizi. Con il documento di fattibilità in mano il Comune avrà 60 giorni di tempo per dichiarare il pubblico interesse; nel frattempo, nel giro di due settimane arriverà la convocazione della conferenza di servizi preliminare.
Pronto per il 2026? Da qui a sei mesi poi dovrà essere completata tutta la fase progettuale (fino ad arrivare a quello definitivo), e poi nel giro di 45 giorni andrà espletata la gara per l’affidamento dei lavori. A conti fatti, i proponenti pensano di dare il primo colpo di piccone nell’estate del 2024. A quel punto i biancorossi dovranno trasferirsi al «Barbetti» di Gubbio per disputare le partite casalinghe. Con i rossoblu il dialogo è avviato da diverso tempo ma in caso andranno fatti comunque dei lavori relativi a sicurezza e non solo (ad esempio l’installazione della Var, utilizzata anche in Serie B). Secondo i piani dei proponenti i lavori dovrebbero durare 22 mesi, motivo per cui se tutto dovesse filare liscio il Perugia potrebbe giocare la prima partita nella sua nuova casa all’inizio della stagione 2026/2027.
