L’Umbria è una delle sole tre regioni italiane ad aver realizzato nel 2025 interventi di forestazione finanziati con le nuove risorse delle politiche di sviluppo rurale, insieme a Lombardia e Toscana. È quanto emerge dalla sesta edizione dell’Atlante delle foreste, il rapporto annuale realizzato da AzzeroCO2 e Legambiente con il supporto tecnico della Compagnia delle foreste e pubblicato dal Sole 24 Ore.

Il primato Il dato colloca l’Umbria tra le regioni che hanno già tradotto in interventi concreti le risorse della nuova programmazione forestale. Il passaggio dal Programma di sviluppo rurale 2014-2022 al Complemento per lo sviluppo rurale 2023-2027 ha infatti rallentato l’attuazione di alcune misure ordinarie di sostegno al settore. Secondo l’Atlante, nel 2025 nove regioni non hanno finanziato nuovi impianti attraverso questi strumenti. In Umbria la giunta regionale ha stanziato nel maggio 2024 oltre 5,6 milioni di euro per la forestazione e la gestione del patrimonio boschivo. Le risorse sono ripartite tra tre linee di intervento: 2,5 milioni di euro per la creazione di nuove superfici boschive e di sistemi agroforestali su terreni agricoli, 450 mila euro per l’imboschimento di terreni non agricoli e 2,7 milioni per gli investimenti produttivi forestali. Lo stanziamento, da solo, non coincide con le somme effettivamente erogate né con il numero di alberi già messi a dimora.

I numeri nazionali Tra la primavera del 2025 e quella di quest’anno in Italia sono stati piantati quasi 3,7 milioni di alberi, il 17 per cento in più rispetto all’anno precedente, su oltre 5.300 ettari. La crescita si inserisce in un quadro di investimenti che coinvolge anche i programmi di forestazione urbana finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il valore economico Oltre a contribuire alla lotta al cambiamento climatico e alla prevenzione del dissesto idrogeologico, le foreste svolgono funzioni importanti per la qualità dell’aria, la tutela del suolo e la produzione di materie prime. Secondo le stime riportate nell’Atlante, gli alberi messi a dimora nell’ultimo anno genereranno benefici ambientali ed economici per circa 27,8 milioni di euro all’anno. Il valore stimato dei servizi ecosistemici legati alle piantumazioni effettuate dal 2022 supera invece gli 88 milioni di euro annui. Si tratta di benefici quantificati economicamente, non di ricavi diretti o di entrate finanziarie per le amministrazioni.

Il confronto tra territori Il fatto che l’Umbria sia tra le regioni che hanno avviato gli interventi finanziati con la nuova programmazione non significa che sia anche tra quelle con il maggior numero di alberi piantati. Nella graduatoria regionale il Trentino-Alto Adige mantiene il primo posto, con oltre 840 mila alberi messi a dimora. Seguono territori come la Sicilia, sostenuta anche dalle risorse del Pnrr e dai fondi della precedente programmazione rurale. Sul fronte urbano, invece, sono le città metropolitane a concentrare una parte rilevante degli interventi di forestazione.