Salgono a 190 gli alberi monumentali censiti in Umbria, dopo che il ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) nei giorni scorsi ha inserito tre nuovi esemplari, due a Norcia e uno ad Assisi. A scorrere il lungo elenco si apprende che il record di altezza gira a 33,5 metri e lo vanta un pioppo nero di Villa Centurini a Terni, città che porta in dote 36 alberi monumentali all’Umbria, tanti quanti ne conta Spoleto, anche se è Perugia ad averne più di tutti, con 38 esemplari. Poco rappresentati comunque alcuni centri molto importanti della regione, peraltro dotati di ampie aree boschive e montane, come Foligno (3) e Città di Castello (8), mentre tra i grandi assenti si segnalano Narni e Corciano. Qualche piccolo comune, invece, fa la propria parte e anche di più, come Montefalco (11), Trevi (10) e Montegabbione (8).
Oltre al pioppo nero di Villa Centurini di Terni, tra gli esemplari oltre i 30 metri di altezza va segnalata la sequoia sempreverde di Spoleto, presente ai Giardini dell’Ippocastano, nel cuore del centro storico, che si allunga per 33 metri ed è pure considerata una rarità botanica. Sul terzo gradino del podio a pari merito due platani occidentali di Terni alti 32,5 metri, che si possono apprezzare in piazza della Resistenza e in viale Giannelli.
A Perugia, invece, l’albero monumentale più alto misura 30,5 metri ed è un cipresso comune ammirabile in via Puccini a Ponte Felcino, seguito a ruota da un pino d’Aleppo di 29,5 metri genericamente localizzato a Ponte San Giovanni. Intorno ai 30 metri, comunque, in Umbria ci sono diversi esemplari, compresa la quercia roverella di località Valecchio ad Assisi recentemente inserita nell’elenco dal Masaf, e un pino d’Aleppo di circa 30 metri a San Marco di Montefalco.
Nell’elenco degli alberi monumentali, poi, ce ne sono alcuni che hanno trovato posto per una caratteristica precisa: la rarità botanica. Tra questi vanno segnalati i due esemplari di sofora del Giappone, la più alta misura 9 metri e si trova a Porta Senese di Castiglione del Lago, mentre l’altra, molto più bassa, misurando circa 5,5 metri, si trova a Villa Montesca di Città di Castello. Rarità botanica riconosciuta anche per l’abete di Spagna di Villa Colombella a Perugia di 21,5 metri; per il bosso delle Baleari di 8 metri che si trova a Colle Umberto sempre a Perugia; per il cipresso calvo di 26,5 metri delle Fonti del Clitunno a Campello; e per il ginkgo biloba di 23 metri dell’hotel dei Duchi di Spoleto.
