Un composto fenolico presente nell’olio d’oliva potrebbe contribuire a modulare la risposta allo stress in età avanzata. È quanto emerge da uno studio coordinato dal ricercatore Giorgio D’Andrea dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), pubblicato il 30 aprile 2026 sulla rivista scientifica Journal of Neurochemistry.

La ricerca La ricerca ha analizzato gli effetti dell’idrossitirosolo, una molecola presente nell’olio d’oliva, su topi anziani sottoposti a un’esperienza sperimentale di paura. Il lavoro è stato condotto in collaborazione con ricercatori dell’Università della Tuscia e della LUMSA di Roma, nell’ambito di un gruppo di ricerca che ha coinvolto diverse istituzioni scientifiche.

I risultati I risultati indicano che gli animali trattati con idrossitirosolo hanno mostrato una minore sensibilizzazione alla paura e una riduzione dei comportamenti simili all’ansia nelle settimane successive all’esperienza traumatica. Nei tessuti cerebrali è stata inoltre osservata una diminuzione di alcuni indicatori associati alla neuroinfiammazione. Lo studio ha rilevato anche un aumento della produzione di nuovi neuroni e neuroblasti nel giro dentato dell’ippocampo, una regione cerebrale coinvolta nei processi di memoria e nella risposta allo stress. L’effetto è risultato più marcato nella porzione ventrale di questa struttura, associata alla regolazione dell’ansia. Non tutti gli effetti ipotizzati, tuttavia, sono stati però riscontrati: il trattamento, infatti, non ha migliorato in modo significativo la capacità degli animali di distinguere ricordi associati a contesti differenti.

Stress I ricercatori hanno esaminato anche il microbiota intestinale, osservando che il trattamento contribuiva a preservare la stabilità di alcuni gruppi batterici alterati dallo stress. Il dato è coerente con l’interesse scientifico per l’asse intestino-cervello, attraverso il quale il microbiota può influenzare diversi processi fisiologici e comportamentali. Gli autori, tuttavia, indicano che saranno necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi coinvolti e valutare l’eventuale rilevanza dei risultati per gli esseri umani, in particolare nell’ambito dei disturbi legati allo stress post-traumatico.

Finanziamenti Il lavoro di D’Andrea ha ricevuto, nella fase iniziale, un finanziamento dell’azienda olearia Monini attraverso il bando annuale della Fondazione Umberto Veronesi ETS. Il sostegno economico è stato destinato allo sviluppo della ricerca scientifica. «Ringrazio Monini per il sostegno che mi ha garantito quando ho avviato la mia ricerca; il metodo scientifico richiede anni per raggiungere risultati e il supporto delle risorse messe a disposizione da realtà private è un aiuto fondamentale per lavorare con maggior serenità», ha detto il ricercatore.

Lo studio, intitolato Hydroxytyrosol Mitigates Anxiety-Like Behaviors After a Traumatic Experience in Aged Mice in Parallel With Increased Neurogenesis in the Ventral and Dorsal Dentate Gyrus, and Preservation of Gut Microbiota Composition, è consultabile sulla rivista Journal of Neurochemistry.