A Ponte Felcino nascerà un nuovo bosco planiziale di circa 5mila metri quadrati, inserito in un intervento complessivo di 10mila metri quadrati che amplierà il Bosco didattico sulla sponda sinistra del Tevere. Il progetto, finanziato dalla Regione con 200mila euro e affidato all’Agenzia forestale regionale, prevede la messa a dimora di 416 alberi e 832 arbusti autoctoni ed è stato approvato giovedì a maggioranza dalla Terza commissione.
Il progetto L’intervento punta a ricostituire un habitat forestale umido tipico della pianura del Tevere, oggi quasi completamente scomparso, e a creare una continuità ecologica tra le due rive del fiume, già collegate dalla nuova passerella ciclopedonale. L’area interessata è attualmente incolta, ed è composta in parte da terreni comunali e in parte da aree private che saranno acquisite dal Comune. Il bosco occuperà circa 5mila metri quadrati; l’intervento complessivo comprenderà anche due percorsi pedonali interni, il collegamento tra il parcheggio di via Mastrodicasa e la passerella, una recinzione in maglia metallica e un impianto di irrigazione, oltre ai sistemi per la gestione delle acque meteoriche.
I dettagli La scelta della vegetazione segue i modelli dei «boschi planiziali», cioè di pianura», storici: tra gli alberi sono previsti farnia, carpino bianco, frassino ossifillo, olmo campestre e leccio; tra gli arbusti, melo di Firenze, sanguinella, biancospino, prugnolo, frangula e fusaggine, così da ricreare un ecosistema capace di offrire nuovi habitat alla flora e alla fauna degli ambienti umidi, contribuendo anche alla protezione delle sponde del Tevere e all’assorbimento della CO2. Il nuovo bosco sarà inoltre parte integrante del Bosco didattico, avviato nel 1998, rafforzandone la funzione educativa e scientifica. La passerella ciclopedonale consentirà di integrare l’area nella rete di percorsi destinati alla mobilità dolce e alla fruizione ricreativa.
ESSELUNGA A PERUGIA, TAR BOCCIA RICORSO DEI SUPERMERCATI
La variante Per realizzare l’opera è necessaria una variante alla parte operativa del Piano regolatore generale, perché alcune aree hanno attualmente una destinazione urbanistica non compatibile con il progetto. È prevista in particolare la riclassificazione di una porzione da area a parco privato a spazio pubblico. L’acquisizione delle aree private è stata regolata da un accordo preventivo di cessione volontaria: per una superficie di quasi 8mila metri quadrati è previsto un corrispettivo di circa 28mila euro, mentre una seconda porzione di 234 metri quadrati sarà ceduta gratuitamente in adempimento di precedenti obblighi urbanistici.
I tempi e il dibattito Secondo il cronoprogramma, i lavori sono iniziati con la predisposizione del cantiere il 15 settembre e proseguiranno con la preparazione del terreno, l’installazione dell’impianto di irrigazione e la piantumazione durante il periodo di riposo vegetativo.Il cantiere dovrebbe chiudersi a dicembre e, nel 2027, saranno svolti gli interventi di manutenzione e le eventuali sostituzioni delle piante. Nel complesso, la manutenzione ordinaria è stimata in circa 5mila euro. In commissione Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha chiesto informazioni sui tempi dell’intervento e sulle modalità di irrigazione, mentre Stefano Nuzzo (M5S) ha espresso parere favorevole, richiamando il valore dell’ampliamento del Bosco Didattico. Edoardo Gentili (FI) ha invece posto il tema dei costi di manutenzione nel tempo, anche alla luce delle condizioni di altri parchi cittadini.
Grohmann Sul cronoprogramma e sulla gestione dell’area è intervenuto l’assessore all’Ambiente David Grohmann: «La messa a dimora delle alberature dovrà avvenire entro l’inizio della primavera, ossia prima dell’aumento delle temperature – ha spiegato Grohmann – ed è previsto un impianto di irrigazione che sarà funzionante fin dalla primavera e quindi fin dalla messa a dimora». Per la manutenzione, ha aggiunto, la spesa prevista porterà lo stanziamento complessivo destinato al Bosco Didattico dagli attuali 80mila a circa 85mila euro l’anno. «Non si tratterà di una classica area verde, ma di un habitat di bosco planiziale umido – ha aggiunto Grohmann – ottenuto espandendo la vegetazione fluviale e mettendo a dimora 416 alberature e 832 arbusti». Quanto alla fruizione, l’assessore ha riferito che sarà garantita la massima accessibilità agli utenti, con una rimodulazione degli archetti per impedire al tempo stesso l’ingresso delle automobili.





