Dopo che l’opera Sii, inaugurata ormai sette anni fa, ha fatto in qualche modo calare il gelo sull’iter decisionale aperto in Regione, ecco che i residenti del territorio coinvolto si mobilitano. Il progetto che il prossimo 23 settembre tornerà in Conferenza dei servizi, come riportato da Umbria24, prevede il collegamento di due ulteriori pozzi, ubicati a Scheggino, alla rete idrica a servizio di Conca Ternana e Amerino. Nonostante numerosi pareri tecnici favorevoli, è stata la stessa Regione a mettere in discussione l’intervento, trovando sponda facile nel sindaco, Fabio Dottori, nonché disponibilità a rivedere i piani da parte dell’autorità competente Auri. Convinti che il completamento dell’opera in questo senso non faccia bene all’ambiente, ora scendono in campo anche: Comitato Noi amiamo Ferentillo, Comitato Tutela Patrimonio Valnerina e associazione Italia Nostra sezione Valnerina.
L’invito, per venerdì 18 settembre alle 17, è esteso a tutta la popolazione per valutare, con i sindaci (di Scheggino, Ferentillo, Valo di Nera e Sant’Anatolia), alternative alla proposta di nuovi emungimenti dalle falde che alimentano il fiume Nera e le varie sorgenti della Valnerina. «In considerazione dell’ingente tasso di perdite degli acquedotti umbri, del 50%, del rapido cambiamento climatico in corso che già provoca notevole diminuzione della portata dei corsi d’acqua, nonché inaridimento di varie sorgenti, continua il nostro impegno a salvaguardia delle risorse della Valnerina, prese di mira, con opere impattanti, costose e non risolutive – avvertono gli organizzatori dell’iniziativa -. Alla vigilia della Conferenza di servizi sui tema, prevista per il 23 settembre, per la prima volta i sindaci, Fabio Dottori di Scheggino e Sebastiano Torlini di Ferentillo, unitamente alla Regione Umbria, nella persona dell’assessore all’Ambiente Thomas De Luca che ha fatto recapitare una nota di contrarietà all’intervento, si sono attivati per valutare l'(in)opportunità dell’opera ed il suo impatto nell’intento di salvaguardare la risorsa idrica».
«Oltre all’importanza naturalistica, paesaggistica ed economico-rurale della Valnerina – proseguono -, non si deve sottovalutare ciò che il bacino idrografico del Nera ha permesso in termini di sviluppo artigianale e turistico lento e selezionato. Parallelamente ad uno sviluppo graduale e coerente con l’ambiente però l’antropizzazione lungo l’asta fluviale del Nera ha generato anche un sistema economico di sfruttamento intensivo della risorsa idrica. La critica situazione attuale, anche a causa di cambiamenti climatici, se non verrà migliorata porterà già da sola in breve ad un inaridimento di tutto il sistema idrogeologico dalle cime montuose alla pianura, un eventuale ulteriore emungimento, come previsto dal SII, accelererebbe solo e di molto tale processo. All’incontro di venerdì 18 settembre ore 17.00 a Scheggino, si valuteranno possibili alternative, prima tra tutte quella di conservare la risorsa idrica senza ulteriori emungimenti dalle falde di qualità, intervenendo sugli sprechi generati principalmente dalle perdite della rete acquedottistica vetusta. Inutile – concludono – investire su nuovi e continui ampliamenti dell’acquedotto umbro quando la risorsa idrica già scarseggia alla fonte e si riverserebbe su un impianto colabrodo».
