«Seppure rimanga una esigua presenza di componenti confinati contenenti amianto per i lavoratori non esiste alcun rischio di esposizione visto che non esiste alcuna dispersione». Questo il quadro emerso lunedì nell’ambito della seduta della seconda commissione dell’assemblea legislativa, presieduta da Eros Brega, che nelle ultime settimane ha approfondito la questione della presenza di amianto nei siti produttivi umbri.

Amianto nei siti industriali di Terni, Narni e Foligno L’organismo ha svolto, infatti, un’audizione con tecnici, rappresentanti di Tk-Ast, Sgl Carbon e l’ex Officina grandi riparazioni (Ogr) di Foligno concludendo di fatto le attività avviate su richiesta del gruppo consiliare del M5s, che sulla vicenda aveva presentato un’interrogazione. Nella girandola di sedute sono stati infatti ascoltati dirigenti dell’Ispettorato del lavoro, sindacati, Arpa, Inail, Usl, amministratori e tecnici comunali di Terni, Narni, Foligno, ma anche degli assessorati regionali di Sanità e ambiente, oltre che l’Osservatorio nazionale amianto (Oma). «Da queste audizioni – riferisce Palazzo Cesaroni – è emerso che i siti industriali con più alta concentrazione di amianto erano quelli per i quali oggi si è dato corso alle audizioni conclusive. Secondo quanto illustrato da Antonio Bernardini, responsabile ex Ogr di Foligno, Fernando Camponi, responsabile ecologia, ambiente e sicurezza per Tk-Ast e Mauro Montani, ex amministratore delegato di Sgl Carbon, risulterebbe una presenza residua relativamente, soprattutto, ad alcune coperture, discendenti, guarnizioni o comunque articoli isolanti per la coibentazione». E poi: «In tutti gli impieghi è stato rimarcato come l’amianto sia di matrice compatta e comunque “confinato”, senza alcun rischio quindi di esposizione. È stato anche assicurato il costante monitoraggio ambientale da parte delle stesse aziende, con risultati “assolutamente rassicuranti” per quanto attiene la dispersione di fibre».

Brega: «Atto unitario al voto del consiglio regionale» ha comunque richiesto ai rappresentanti delle tre aziende una relazione scritta, dettagliata, non solo sulla situazione attuale dei siti, ma anche rispetto ad una mappatura storica dell’azienda, per quanto attiene a rischi di esposizione all’amianto a cui sono stati eventualmente sottoposti i lavoratori con conseguenze sulla loro salute. In questo senso il lavoro della commissione proseguirà con l’analisi e il confronto della documentazione acquisitivo con l’obiettivo di avviare una riflessione e analisi su una questione che riguarda tutti i lavoratori umbri che hanno operato in ambienti con presenza di amianto e ancora esclusi da benefici e risarcimenti previsti dalle normative. «L’impegno della commissione – spiega una nota della Regione – è quello di presentare e far votare all’assemblea legislativa una risoluzione unitaria tesa a sortire una normativa nazionale che dia finalmente risposta ad una questione di civiltà e giustizia del diritto del lavoro». A margine degli interventi, Claudio Ricci (Ricci presidente) ha rimarcato l’importanza di un risoluzione unitaria predisposta dalla seconda commissione e votata dall’aula per porre al governo la richiesta di osservare una «attenzione analoga anche per l’Umbria rispetto alla situazione nazionale, con riferimento soprattutto ai poli di Terni, Narni e Foligno. Prendiamo atto con soddisfazione – ha aggiunto – che le aziende ascoltate hanno messo in campo nel corso degli anni tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza ai lavoratori»

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