sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 22:37
6 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:13

Amianto, esposto dell’Ona e appello al governo: «Discriminazione tra siti Tk di Torino e Terni»

Denuncia ai carabinieri del Noe per verifiche su bonifica in Umbria, contestato il viceministro Bellanova per chiusura suò riconoscimento dei benefici ai lavoratori

Amianto, esposto dell’Ona e appello al governo: «Discriminazione tra siti Tk di Torino e Terni»
L'avvocato Bonanni presidente dell'Ona

Esposto al Noe per le bonifiche amianto in Umbria. È direttamente l’Osservatorio nazionale amianto (Ona) a recapitare al nucleo speciale dei carabinieri una denuncia con la quale viene chiesto di fare chiarezza sulla presenza del materiale nocivo in Umbria e alla relativa rimozione.

Tk, benefici fino al 2003 solo al sito di Torino Nell’atto i militari vengono però anche interessati dell’altra delicata questione, ossia il riconoscimento dei benefici ai lavoratori esposti. E sul punto viene duramente contestata anche il viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova: «Tra gli atti del ministero del Lavoro alla voce ThyssenKruppo – scrive in una nota l’Ona – vengono previsti riconoscimenti fino all’ottobre 2003 ma soltanto per i lavoratori dello stabilimento di Torino che hanno quindi diritto al prepensionamento, mentre non si fa alcun riferimento al sito di Terni dove pure era presente anche un maggior quantitativo di amianto, così come dichiarato dal dirigente ministeriale Pennesi». In base a quanto emerso durante l’audizione ministeriale del presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, sarebbe che la differenza di trattamento «è relativa alla mancata sollecitazione dei riconoscimenti da parte delle forze sindacali che non avevano contemplato il sito siderurgico di Terni». In questo senso l’Osservatorio ha «immediatamente reiterato la richiesta per far usufruire dei benefici anche i lavoratori del sito Thyssen umbro, ma anche quelli in organico alla Sgl Carbon di Narni e alle Ogr di Foligno e altri siti umbri negli atti di indirizzo ministeriali nel tentativo di porre rimedio a una vera e propria discriminazione».

La chiusura del viceministro  Bellanova è stata invece contestata per aver chiuso qualsiasi spiraglio su riconoscimento e quindi i benefici: «La posizione non può essere condivisa dall’Ona il cui impegno – si legge in una nota – ha permesso di acquisire la consapevolezza e la prova che l’amianto sia ancora presente in Umbria e che ci sia la necessità di eseguire una mappatura completa e che soltanto una parte è stata bonificata negli anni, e che quindi i benefici amianto debbono essere riconosciuti ai lavoratori esposti ben oltre la data del 31.12.1992, che è il termine oltre il quale molto raramente ci sono stati riconoscimenti dei benefici contributivi utili al prepensionamento dei lavoratori umbri».

La posizione dell’Ona E poi: «Si contestano le dichiarazioni del viceministro e si ribadisce la richiesta di rimuovere ogni forma di discriminazione in danno dei lavoratori umbri. Inoltre, la richiesta di una più approfondita verifica nasce dall’esigenza di tutela non solo dei lavoratori ma anche dei cittadini. L’Ona torna a chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta per far emergere eventuali responsabilità politiche ed istituzionali, al fine di permettere il prepensionamento dei lavoratori esposti professionalmente a polveri e fibre di amianto nel sito ThyssenKrupp di Terni e di altri stabilimenti umbri, con riconoscimento dei benefici amianto fino all’ottobre 2003. Non è affatto vero che i termini si siano chiusi per tutti. Il Governo è intervenuto per sanare la questione Isochimica di Avellino con il prepensionamento per tutti i lavoratori vittime, anche senza applicazione della òegge Fornero. Ci chiediamo per quale motivo invece il viceministro dica che la questione del prepensionamento dei lavoratori vittime dell’amianto deve ritenersi chiusa. Non lo possiamo condividere anche perché i tempi di latenza delle patologie asbesto correlate possono giungere anche a 30-40 anni e l’amianto è ancora presente in 40 milioni di tonnellate nel territorio nazionale». La mobilitazione dell’Ona, quindi, prosegue e per l’inizio di settembre sarà presentata ai fini della sottoscrizione una petizione chesarà poi inoltrata al Capo dello Stato.

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