di Maurizio Troccoli

In Umbria la transizione verso un parco auto meno inquinante procede, ma con una velocità inferiore rispetto a gran parte del Paese. È questo il quadro che emerge dall’analisi del Centro Studi AutoScout24 su dati Aci realizzata in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente. A colpire, più che la crescita delle nuove alimentazioni, sono infatti due elementi: la sostanziale stagnazione dell’auto elettrica e una diffusione dell’ibrido che resta nettamente sotto la media nazionale.

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Nel 2025 sulle strade umbre circolano 664.320 autovetture. Le elettriche rappresentano appena lo 0,6% del totale, una quota che colloca la regione sotto la media italiana dello 0,9% e molto distante dai territori più avanzati come Valle d’Aosta (2,1%), Trentino-Alto Adige (3,3%) e Toscana (1,3%). Anche confrontando i dati con quelli diffusi negli anni precedenti emerge una crescita estremamente lenta: nel 2024 la quota delle elettriche era pari allo 0,7% a livello nazionale e l’Umbria si collocava già nelle retrovie.

Più dinamica la crescita delle auto ibride, ma anche in questo caso il divario con il resto d’Italia resta evidente. Tra il 2020 e il 2025 il numero di vetture ibride circolanti in Umbria è aumentato del 493,3%, una crescita significativa che però parte da valori molto bassi. Oggi le ibride rappresentano il 6,1% del parco circolante regionale, contro una media nazionale dell’8,7%. Soltanto poche regioni del Centro-Sud presentano percentuali inferiori. Il dato umbro è lontanissimo da Valle d’Aosta (23,8%), Trentino-Alto Adige (22%) e Toscana (13,6%), regioni che guidano la classifica nazionale.

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L’impressione è che in Umbria il rinnovamento del parco auto stia avvenendo più attraverso la sostituzione di vetture molto vecchie con modelli Euro 6 tradizionali piuttosto che tramite un vero salto verso l’elettrificazione.

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Il confronto tra le due province conferma questa tendenza. Perugia presenta gli indicatori più favorevoli: le auto ibride raggiungono il 6,2% del totale, contro il 5,6% di Terni. Anche le Euro 6 sono più diffuse nel Perugino, dove rappresentano il 41% del parco circolante, mentre nel Ternano si fermano al 38%.

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Terni mostra invece una presenza maggiore di veicoli più vecchi e inquinanti. Le auto Euro 0-4 costituiscono il 46,1% del totale, contro il 42,6% della provincia di Perugia. In termini assoluti, delle oltre 160 mila auto circolanti nel Ternano, più di 74 mila appartengono ancora alle classi ambientali Euro 0-4. A Perugia sono oltre 214 mila, ma su un parco circolante molto più ampio.

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Il dato regionale più significativo resta comunque l’età del parco auto. In Umbria il 45,6% delle vetture ha almeno 15 anni. Significa che circolano ancora 302.823 automobili immatricolate prima del 2010. La quota è superiore alla media nazionale del 43,7% e colloca la regione tra quelle dove il ricambio procede più lentamente.

Anche sotto il profilo delle emissioni il quadro resta problematico. Le auto Euro 0-4 sono ancora 288.605, pari al 43,4% del totale. Sebbene il dato sia leggermente migliore rispetto alla media italiana del 42%, la distanza dalle regioni più virtuose resta notevole. In Valle d’Aosta le Euro 0-4 sono il 18,8% del totale, in Trentino-Alto Adige il 18,7%, mentre in Umbria la quota supera ancora quattro vetture su dieci.

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Un elemento positivo emerge invece dalla crescita delle Euro 6. Nel 2025 rappresentano il 40,3% del parco circolante regionale, contro il 25,2% del 2020. In cinque anni il loro peso è aumentato di oltre 15 punti percentuali. Questo indica che il rinnovo delle auto procede, ma prevalentemente attraverso vetture a benzina, diesel o ibride di ultima generazione, più che attraverso modelli completamente elettrici.

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Il confronto con gli anni precedenti conferma una tendenza già segnalata da AutoScout24. Nel 2024 l’analisi nazionale evidenziava un parco circolante ancora molto anziano e la difficoltà dell’elettrico a conquistare quote significative di mercato. In Umbria, parallelamente, il mercato dell’usato ha continuato a svolgere un ruolo centrale nel rinnovo del parco veicoli, con una crescita dei passaggi di proprietà tra le più elevate d’Italia.

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La fotografia finale restituisce quindi una regione che sta rinnovando lentamente il proprio parco auto, ma senza una vera accelerazione verso l’elettrico. Le ibride crescono rapidamente rispetto al 2020, ma restano sotto la media italiana. Le elettriche, ferme allo 0,6%, continuano a rappresentare una presenza marginale. E quasi un’auto su due ha ancora almeno 15 anni di vita. Numeri che raccontano una mobilità in trasformazione, ma ancora lontana dagli obiettivi di decarbonizzazione indicati a livello nazionale ed europeo.

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