I lavori per la centrale idroelettrica di Nera Montoro a Narni continuano, almeno sicuramente fino al 31 ottobre, e l’area de Le Mole, quindi, rimarrà chiusa per tutta la stagione estiva. La data che indica il termine dei lavori è segnalata dalla società Enel Green Power che, con il Comune di Narni, nei giorni scorsi ha tenuto un incontro di aggiornamento dello stato dei lavori per stabilire se riaprire o meno la zona di proprietà dell’amministrazione. Il sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, a Umbria24 chiarisce che «l’incolumità delle persone viene prima di tutto», precisando che la responsabilità dell’apertura dell’area di balneazione di proprietà privata della società agricola Le Mole spetterà a quest’ultima. Ma la polemica portata avanti dalla società – contraria al divieto di accesso all’area di pertinenza del Comune – riguarda anche «il ritardo del segnale acustico emesso pochi attimi prima dell’apertura del sifone Gregotti», documentato anche da un video realizzato dalla famiglia Caponi nei giorni scorsi.

Danno economico La società agricola Le Mole – proprietaria di una parte dell’area di balneazione – in una nota stampa esprime la propria contrarietà al divieto di accesso al bacino e alle aree del fiume Nera poste a monte dello stesso. «Il provvedimento rappresenta una scelta gravemente dannosa e inefficace – scrive la società -, capace di arrecare un danno irreparabile all’intero territorio narnese». Una polemica che riguarda soprattutto i flussi turistici: solo lo scorso anno il sito ha registrato «oltre 50 mila presenze», stimolando l’economia locale e tutte le attività commerciali della zona. «Non possiamo sospendere i lavori – risponde il sindaco Lorenzo Lucarelli -, Enel ha chiesto al Comune di adottare un’ordinanza di interdizione dell’area. Il pericolo è reale. Lo scarico avviene in modo repentino e non prevedibile, con un volume d’acqua che può raggiungere dimensioni ragguardevoli nel giro di pochi secondi, senza che chi si trova in acqua o sulle sponde abbia il tempo materiale di mettersi in sicurezza».

Sicurezza Sotto il profilo della sicurezza pubblica, la società sostiene che questa non sia garantita, poiché – come successo in precedenza – migliaia di persone, nonostante i divieti, hanno continuato a frequentare il sito e a fare il bagno. «Ancora più incomprensibile appare il fatto che il Comune non abbia ritenuto opportuno coinvolgere il legittimo proprietario dell’area e il soggetto che quotidianamente la gestisce» attacca la società. L’amministrazione chiarisce che l’incolumità delle persone viene prima di tutto e che, se necessario, predisporrà la presenza della polizia locale sul posto.

Allarme La proposta della famiglia Caponi, per conciliare sicurezza e fruizione, sarebbe di adottare una soluzione simile a quella della precedente stagione estiva – sospensione dell’utilizzo del sifone Gregotti nei mesi di maggiore afflusso turistico -, con l’aggiunta di un segnale acustico chiaramente percepibile almeno dieci minuti prima dell’avvio delle operazioni e successivamente ripetuto fino all’effettiva apertura del sifone. Sulla possibilità di riproporre la soluzione dello scorso anno, il sindaco replica che il cantiere è aperto, la struttura è in fase di modifica e la soluzione, perciò, non più praticabile. Poi aggiunge: «L’ordinanza non è contro qualcuno. Non è contro chi ama le Mole, ne contro gli operatori economici e i cittadini. È nell’interesse di tutti». Sul segnale d’allarme anticipato, gli esperti sostengono che sia una proposta tecnicamente inattuabile: «Se quella soluzione fosse stata adeguata, nessuno avrebbe progettato e finanziato un’opera strutturale di milioni di euro».