di Maurizio Troccoli
Dopo anni di incentivi e corsie preferenziali, anche per le auto elettriche nelle grandi città italiane si apre una fase nuova. A Milano restano ampie agevolazioni, ma con le prime limitazioni in alcune zone centrali. A Roma, invece, si cambia passo: dal primo luglio anche le vetture elettriche pagheranno per entrare nella Ztl. È questo il quadro che emerge da un articolo di Open, che fotografa un passaggio da politiche espansive a una gestione più selettiva della mobilità urbana.
Nel capoluogo lombardo, le auto elettriche possono ancora accedere liberamente ad Area B e Area C, con registrazione, e parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu e gialle. Ma non ovunque: nella Ztl del Quadrilatero della moda le restrizioni valgono anche per loro. A Roma la svolta è più netta: la giunta ha introdotto un permesso annuale a pagamento anche per le elettriche, pari a circa mille euro, seppur con uno sconto rispetto ai veicoli tradizionali. Due segnali diversi ma convergenti: l’elettrico non è più, ovunque, sinonimo automatico di accesso libero.
Se si guarda all’Umbria, il confronto evidenzia un ritardo evidente, ma anche una fase diversa. Nelle principali città della regione – Perugia, Terni, Foligno, Spoleto – non esiste oggi un sistema organico di incentivi o di restrizioni specifiche per le auto elettriche. Le zone a traffico limitato sono regolate da criteri tradizionali, legati soprattutto a categorie autorizzate e fasce orarie, senza un impianto costruito sulla tipologia di alimentazione dei veicoli.
A Perugia, il regolamento comunale della Ztl prevede un sistema di accesso basato su permessi, che possono essere richiesti anche dai proprietari di veicoli elettrici, ma senza automatismi o vantaggi generalizzati. Non risultano, inoltre, misure strutturali di gratuità della sosta estese a tutto il territorio comunale per questa tipologia di auto. Anche a Terni il quadro è analogo: le ordinanze sulla mobilità non introducono un regime privilegiato per le elettriche, che restano inserite in un sistema di autorizzazioni tradizionale.
Nelle altre città umbre la situazione è ancora più lineare. I regolamenti delle Ztl seguono schemi simili, senza prevedere politiche dedicate alla mobilità elettrica. Questo significa che, a differenza delle grandi città, in Umbria non si è mai sviluppata una fase forte di incentivi e, di conseguenza, non si è nemmeno arrivati oggi a una revisione o riduzione di tali benefici.
A confermare questa fase iniziale è anche il dato sulle immatricolazioni. Nel 2024 in Umbria sono state registrate circa 730 auto elettriche pure, una quota ancora molto contenuta rispetto al totale del mercato regionale. La crescita riguarda soprattutto le vetture ibride, che rappresentano la parte più consistente delle nuove immatricolazioni “elettrificate”. L’elettrico, quindi, resta una nicchia, con una diffusione ancora limitata.
Questo elemento è decisivo per leggere le politiche locali. Dove il numero di veicoli elettrici è ancora basso, come in Umbria, manca anche la pressione per costruire regole specifiche, sia in termini di incentivi sia di restrizioni. Al contrario, nelle grandi città, dove la diffusione è più avanzata, le amministrazioni iniziano a intervenire per riequilibrare l’uso dello spazio urbano e della mobilità.
Qualcosa, comunque, si muove anche nella regione. L’aumento delle colonnine di ricarica, sostenuto da fondi nazionali e investimenti privati, rappresenta il segnale più concreto di cambiamento. Ma sul piano normativo e urbano, l’Umbria resta in una fase intermedia: non più ferma, ma ancora lontana da quel cambio di paradigma che nelle grandi città sta già portando a una revisione delle regole.
In questo senso, il confronto con Milano e Roma è utile non solo per misurare il ritardo, ma anche per capire cosa potrebbe accadere nei prossimi anni. Se la diffusione dell’elettrico crescerà anche in Umbria, è probabile che le amministrazioni locali si troveranno ad affrontare le stesse scelte: incentivare, regolamentare, e poi eventualmente limitare. Per ora, però, quella fase deve ancora iniziare.
