di Daniele Bovi
Dopo anni di attesa e alcuni mesi di lavoro, è stata aperta poco dopo le 10 di sabato l’adduzione grazie alla quale l’acqua dell’invaso di Montedoglio raggiungerà il lago Trasimeno. La cerimonia, alla quale hanno partecipato i vertici della Regione e delle altre istituzioni coinvolte, si è tenuta al potabilizzatore di Tuoro, dove da alcune settimane è stato installato il nuovo filtro, che ha sostituito quello pilota installato a luglio per approfondire il tema della compatibilità delle acque.
VIDEO: L’APERTURA DEL “RUBINETTO”
Le adduzioni Con questa operazione, che vale in tutto circa un milione di euro messi a disposizione dalla struttura commissariale, potranno essere immessi 200 litri al secondo per tutto l’anno. Stando a quanto spiegato settimane fa, la fase due sarà quella che riguarderà il fosso Paganico, nell’area di Castiglione del Lago, dove probabilmente entro la fine del 2026 arriverà un altro impianto da 800 litri al secondo, in funzione però solo alcuni mesi all’anno. Da aprile poi l’acqua arriverà anche dal canale artificiale Maranzano, mentre per il futuro si valutano anche altri progetti per innalzare il livello del lago.
Proietti Ad aprire simbolicamente il rubinetto sono state la presidente della Regione Stefania Proietti e l’assessora ai Laghi Simona Meloni, parlando entrambe di «momento storico» nel quale la politica diventa «azione concreta per i cittadini». «Dopo 20 anni di attesa finalmente l’acqua di Montedoglio confluisce nel Trasimeno – ha detto Proietti – determinando una nuova vita per il lago». «Si dà corso – ha aggiunto – a un’opera grazie a un accordo tra le Regioni Umbria e Toscana, con l’operato multidisciplinare dell’assessora Simona Meloni, dei suoi uffici e i suoi staff, di Afor e del commissario Dell’Acqua che voglio ringraziare. Nulla è impossibile se ci sono progettazione e ricerca».
Nuova vita La presidente ha sottolineato che l’opera «darà nuova vita al Trasimeno ma non resterà isolata» e ha annunciato che si proseguirà «con la pulizia di darsene e canali e con i dragaggi (per quanto riguarda quelli a Magione la gara si è conclusa nelle scorse ore, ndr). Una serie di operazioni multidisciplinari unite dall’intento politico di dare vita, vitalità e vivibilità al Trasimeno e alla sua comunità». Proietti ha poi ringraziato «il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il commissario Nicola Dell’Acqua per la collaborazione istituzionale e il lavoro svolto» e ha sottolineato che «da oggi la tutela del lago si fonda su una gestione strutturale, basata su dati scientifici e monitoraggi costanti».
Meloni Per Meloni si tratta di «un primo passo» che «comincia però a dare un po’ di respiro al bacino, il quarto lago d’Italia». «In questi anni abbiamo vissuto crisi profonde, di grande siccità ed era necessario riportare grande attenzione su un ecosistema molto bello, a un punto di vista di sviluppo della regione, turistico e non solo». «È un momento storico – ha aggiunto – perché la politica diventa realtà e azione concreta per i cittadini». «Il Trasimeno così torna oggi al centro delle politiche regionali – hanno concluso Proietti e Meloni – con un approccio fondato su responsabilità, dati scientifici e cooperazione istituzionale».
Accordi e monitoraggi Il percorso verso l’apertura della condotta è stato preceduto da mesi di analisi e campionamenti condotti dall’Università degli Studi di Perugia (con la quale sono stati sottoscritti due accordi) e da Arpa Umbria per verificarne la compatibilità ambientale. L’immissione graduale e controllata dell’acqua segue l’accordo di programma tra Umbria e Toscana per l’utilizzo condiviso delle risorse dell’invaso e sarà accompagnata da un sistema di monitoraggio continuo della qualità delle acque e degli effetti sull’ecosistema lacustre.
Chi c’era Alla cerimonia hanno partecipato, oltre ai vertici regionali, i consiglieri regionali, i sindaci del comprensorio lacustre e i rappresentanti degli enti coinvolti: Unione dei Comuni del Trasimeno, Arpa, Università degli Studi di Perugia, Autorità idrica, Afor ed Eaut.







