Il nuovo filtro che sarà installato a Tuoro

di Daniele Bovi

Il monitoraggio ambientale e biologico e l’analisi delle infrastrutture e dei sistemi di filtrazione necessari a ridurre i rischi per l’ecosistema del lago. Sono essenzialmente questi i temi al centro dei due accordi di collaborazione siglati dalla Regione, poco prima di Natale, con l’Università degli studi di Perugia per accompagnare, sul piano scientifico e tecnico, l’immissione nel lago Trasimeno dell’acqua proveniente dall’invaso di Montedoglio. Acqua che, come spiegato nei giorni scorsi, dovrebbe cominciare ad affluire dalla fine di gennaio.

Specie aliene Il primo accordo coinvolge il Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Ateneo ed è dedicato allo studio degli effetti ambientali dell’immissione delle acque. Il progetto, della durata di un anno e finanziato con 75 mila euro, punta a sviluppare un sistema di individuazione precoce e di allerta rapida per riconoscere tempestivamente l’eventuale presenza di specie aliene. Le attività prevedono campionamenti e analisi biologiche, chimiche e microbiologiche prima dell’avvio dell’immissione e in diverse fasi successive, con controlli stagionali su pesci, invertebrati, plancton, sedimenti e qualità dell’acqua. I risultati saranno raccolti in una serie di rapporti periodici e in una relazione finale, utili anche per la gestione futura del lago, con il coinvolgimento degli operatori locali.

VIDEO – IL NUOVO FILTRO E IL PUNTO SUI LAVORI

NON SOLO MONTEDOGLIO: ALTRI TRE PROGETTI PER IL LAGO

Filtrazione Il secondo accordo coinvolge il Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale ed è finanziato con 30 mila euro, con conclusione prevista entro la fine del 2026. L’obiettivo è analizzare il funzionamento del sistema di adduzione e definire le caratteristiche tecniche e le prestazioni richieste ai sistemi di filtrazione. Lo studio si basa sui dati raccolti nelle fasi sperimentali e valuta sia l’efficacia dei filtri sia l’impatto delle opere idrauliche sul possibile passaggio di fauna acquatica. Il lavoro servirà anche a individuare soluzioni tecnologiche compatibili e a supportare la Regione nella preparazione dei documenti tecnici per la realizzazione dell’impianto definitivo, la cui installazione è prevista nella zona del fosso Paganico.

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