di Daniele Bovi
Potrebbero portare a un innalzamento del lago Trasimeno di circa mezzo metro ogni anno i tre progetti sulle scrivanie della Regione. Alcuni sono in fase più avanzata, altre sono idee per così dire “storiche” che vengono riconsiderate mentre per altre si parla di una rivalutazione tecnica. Tutti dossier separati rispetto alla questione Montedoglio, le cui acque cominceranno a confluire nel Trasimeno tra circa un mese. Il punto sugli altri progetti è stato fatto nei giorni scorsi a Tuoro, dove sono iniziati i lavori in vista dell’installazione del nuovo filtro.
Opere diverse A delineare il quadro è stato Sandro Costantini, dirigente del servizio Rischio idraulico della Regione, che ha illustrato le tre possibili linee di intervento considerate strategiche per garantire nel tempo un apporto stabile di acqua al Trasimeno. Si tratta di opere diverse per costi, tempi e complessità, accomunate dall’obiettivo di affiancare e rafforzare l’adduzione già prevista da Montedoglio.
Valfabbrica Il progetto più rilevante dal punto di vista dei quantitativi è legato alla diga di Valfabbrica. L’infrastruttura è ancora nella fase di collaudo e serviranno anni prima di raggiungere il pieno invaso. A questo si aggiunge la necessità di realizzare le reti di collegamento verso il Trasimeno, destinate sia all’irrigazione sia all’immissione diretta nel lago. L’investimento complessivo è stimato tra i 160 e i 200 milioni di euro, con risorse distribuite su più anni: una parte dei fondi per l’uso irriguo è già disponibile, mentre altri stanziamenti dovranno essere reperiti. Il vantaggio principale è la possibilità di attingere a un bacino diverso da quello del Trasimeno, così da garantire acqua anche in assenza di piogge nell’area del lago. Da solo, questo intervento potrebbe valere circa venti centimetri di livello.
Niccone Un secondo scenario riguarda il recupero di un vecchio progetto legato all’invaso del Niccone. L’ipotesi prevede il superamento dell’area di Tuoro attraverso una galleria o un sistema di valico. Anche in questo caso i costi sono paragonabili a quelli di Valfabbrica e i tempi di realizzazione sono lunghi, sia per la costruzione sia per il riempimento dell’invaso. Si tratta quindi di una soluzione strutturale, pensata per il medio-lungo periodo.
Caina Più rapida ed economica è invece l’ipotesi che riguarda il torrente Caina, basata su un’idea elaborata anni fa e oggi oggetto di una nuova valutazione tecnica. Il progetto prevede la creazione di un invaso per raccogliere l’acqua durante le piene e l’utilizzo dell’emissario del Trasimeno in senso inverso, immettendo l’acqua nel lago anziché scaricarla. Il costo stimato è di circa dieci milioni di euro e i tempi di realizzazione sarebbero contenuti, intorno a un anno o poco più. Se la verifica tecnica darà esito positivo entro l’anno, la Regione potrà avviare subito la ricerca delle risorse necessarie. Il contributo atteso è pari a circa dieci centimetri, un quantitativo simile a quello garantito oggi da Montedoglio.
Guadagnare tempo Nel loro insieme, questi interventi potrebbero assicurare al Trasimeno un apporto complessivo stimato in circa mezzo metro d’acqua. In attesa che le opere più complesse arrivino a compimento, l’adduzione da Montedoglio resta quindi centrale per sostenere il livello del lago e guadagnare tempo, in una fase in cui la stabilità del bacino dipende ancora da soluzioni transitorie.
