di Daniele Bovi
Sarà aperto tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio il rubinetto che permetterà l’immissione nel Trasimeno dell’acqua in arrivo dall’invaso di Montedoglio. Il punto sui lavori per l’adduzione è stato fatto giovedì mattina al potabilizzatore di Tuoro dall’assessora regionale Simona Meloni, dai tecnici della Regione, dell’Università di Perugia e della struttura commissariale di Nicola Dell’Acqua.
Il filtro Nei giorni scorsi è arrivato il filtro che sostituirà quello pilota installato a luglio per approfondire il tema della compatibilità delle acque. L’Agenzia regionale per la forestazione in questi giorni ha predisposto il cantiere nella parte posteriore del potabilizzatore, dove già arriva per altri scopi l’acqua del Montedoglio e dove sopra una nuova platea di cemento sarà installato il filtro appena arrivato; più in basso invece sarà montata una vasca di decantazione e tutte le altre attrezzature necessarie. Con questa operazione, che vale in tutto circa un milione di euro (messi a disposizione dalla struttura commissariale) e che sarà conclusa a fine gennaio, potranno essere immessi 200 litri al secondo per tutto l’anno, capaci di garantire circa 10 centimetri all’anno.
VIDEO – IL NUOVO FILTRO E IL PUNTO SUI LAVORI
Il Paganico La fase due sarà quella che riguarderà il fosso Paganico, nell’area di Castiglione del Lago, dove probabilmente entro la fine del prossimo anno arriverà un altro impianto da 800 litri al secondo, in funzione solo alcuni mesi dell’anno. La Regione punta ad andare oltre l’accordo attuale con la Toscana (che prevede rubinetti aperti da novembre ad aprile), cercando di ottenerne uno più flessibile – basato sui livelli dell’invaso di Montedoglio – per addurre l’acqua anche in altri periodi dell’anno.
Benefici Fra Tuoro – dove l’operazione è stata fatta con costi contenuti sfruttando tutte le tecnologie e le strutture già presenti – e fosso Paganico i benefici per il lago vengono stimati in circa 20 centimetri all’anno. Parlando del primo impianto Gilda Rosati, della struttura del commissario, ha sottolineato che «può sembrare poco, ma in realtà non lo è perché se noi riusciremo a mettere in atto anche tutte le altre azioni di mitigazione, riusciremo ad andare in controtendenza e ad aprire dei nuovi scenari per il futuro del lago».
Meloni «Abbiamo lavorato molto nei mesi passati anche grazie al sostegno e all’aiuto del commissario – ha commentano Meloni – e lo abbiamo fatto con un approccio scientifico. Ora in questi giorni partiremo con il cantiere per arrivare ad aprire il rubinetto tra gennaio e inizio febbraio. È un grande risultato di squadra che riporta al centro questo territorio». «L’approccio che abbiamo avuto – ha continuato – consente di avere più punti di adduzione, questo è il primo e nel 2026 andremo avanti», in particolare sul fosso Paganico.
Gli altri dossier Nel frattempo però si lavora anche su altri dossier importanti che riguardano il lago. Meloni ha parlato di «attenzione per la pulitura di fossi e canali», per la quale sono state stanziate risorse, dell’Isola Maggiore dove da metà gennaio sarà di nuovo possibile lo scarico delle merci e della sistemazione della frana che ha colpito, sempre sull’isola, il sentiero di San Francesco; e poi ci sono i lavori sulle darsene: tra febbraio e marzo – ha detto l’assessora – si ripartirà da quelle di San Feliciano e poi si passerà a quelle di Sant’Arcangelo. Un lavoro che andrà avanti anche sul fronte dei dragaggi, sui quali però impatta il livello del lago, oggi intorno ai -166 centimetri: «È uno tra i più bassi della storia che non ci consentirebbe nemmeno di fare i dragaggi». La soluzione potrebbe anche essere quella di mezzi più piccoli; nel 2026 se ne saprà di più. Intanto l’acqua comincerà ad arrivare.
