di Daniele Bovi
Andranno avanti tra la primavera e l’inverno del prossimo anno i lavori di dragaggio di altre tre importanti darsene del lago Trasimeno. L’Unione dei Comuni ha approvato nei giorni scorsi il Piano di fattibilità tecnico-economica che riguarda quelle di Magione, anch’esse in grave sofferenza, tanto da rendere difficilissima o impossibile la navigazione per le barche private (comprese quelle dei pescatori) e per quelle del trasporto pubblico verso le isole.
Ripristinare i livelli Le darsene interessate sono le due di San Feliciano e quella di Sant’Arcangelo, mentre nel 2024 è toccato alla pulizia nelle zone di Panicarola e Castiglione del Lago. L’obiettivo è ripristinare «idonei livelli» in corrispondenza «delle principali rotte di navigazione pubbliche e turistiche, nonché delle strutture portuali esistenti». Per farlo, secondo i calcoli dei tecnici, sarà necessario scavare per circa un metro e mezzo, rimuovendo quasi 18mila metri cubi di sedimenti, che salgono a 53mila se si considera anche l’acqua; sedimenti classificati come sottoprodotti destinati al riutilizzo, evitando la loro qualifica come rifiuti.
I numeri Il progetto rappresenta il terzo lotto del programma complessivo di interventi di ripristino dei fondali. In totale, la superficie dei fondali interessata dallo scavo è di 13.469 metri quadrati, per un volume di sedimenti da rimuovere stimato in 17.660 metri cubi, con una profondità media di scavo di 1,47 metri. Le quote di progetto prevedono una profondità minima di 1,50 metri al di sotto del livello convenzionale di navigazione, in modo da consentire il transito anche nei periodi di bassi livelli idrici. Gli scavi nelle darsene in particolare preferibilmente dovranno essere fatti tra l’autunno e l’inverno, così da non impattare sulla stagione turistica estiva e per rispettare i periodi biologici di riproduzione della fauna ittica.
I lavori Le operazioni si svolgeranno con draghe idrauliche aspiranti per le aree più ampie e con escavatori su pontone o a braccio lungo per le zone interne alle darsene, dove l’accesso è più difficile. I sedimenti verranno aspirati insieme all’acqua e convogliati a terra tramite condotte galleggianti e tubazioni interrate, per essere trattati in due vasche di colmata temporanee: una nell’area sud di San Feliciano, in località Capanne, e l’altra a Sant’Arcangelo, nell’area ovest presso il Centro ittiogenico regionale. Queste vasche, con una capacità complessiva di 27.084 metri cubi, accoglieranno la miscela acqua-sedimento (circa 53 mila metri cubi totali), permettendo la decantazione e l’essiccamento naturale del materiale per evaporazione e drenaggio.
Tutele Durante le operazioni ovviamente saranno attuate varie misure di tutela ambientale: filtri archeologici per intercettare eventuali reperti, barriere filtranti per ridurre la torbidità delle acque e un monitoraggio costante della trasparenza del lago con il disco di Secchi. Dopo circa due anni di essiccamento naturale, il volume dei sedimenti si ridurrà a circa 16.800 metri cubi. Il materiale asciugato verrà riutilizzato per il rimodellamento ambientale delle stesse aree utilizzate come vasche.
A DICEMBRE POTREBBE ARRIVARE L’ACQUA DAL MONTEDOGLIO
Fondi e tempi Il progetto, del valore complessivo di 1,8 milioni di euro, è finanziato con fondi europei (messi a disposizione nel lontano 2020) e prevede tre fasi: otto mesi per la costruzione delle vasche e il dragaggio, 24 mesi per l’essiccamento e il monitoraggio dei sedimenti, e cinque mesi finali per la rimozione, il conferimento e il ripristino dei luoghi. L’intero cronoprogramma dunque — dalla progettazione al collaudo — salvo problemi dovrebbe concludersi nell’ottobre del 2029.
Prudenza Nell’attesa che partano i lavori e che, probabilmente a dicembre, arrivi l’acqua dall’invaso di Montedoglio, la situazione rimane complicatissima. Il lago in questi giorni si attesta intorno ai -167 centimetri sotto lo zero idrometrico, tanto che l’Unione dei Comuni ha deciso di apporre «specifica cartellonistica – è scritto nell’atto con il quale si approva la realizzazione di 24 cartelli – finalizzata a informare in modo semplice e diretto la popolazione sui comportamenti da tenere lungo le sponde del lago Trasimeno». Cartelli che dovranno «invitare alla prudenza».
