di Daniele Bovi
Per il lago Trasimeno, in forte sofferenza, l’arrivo delle acque dall’invaso di Montedoglio slitta di poco rispetto alle ipotesi formulate nei mesi passati: i giorni da cerchiare sul calendario sono quelli intorno alla metà di dicembre, poche settimane in più rispetto all’ipotesi di un’apertura dell’indotto a partire da novembre. A fare il punto della situazione, mercoledì, è stata l’assessora Simona Meloni in risposta alle polemiche degli ultimi giorni e in vista del question time di giovedì in consiglio regionale, quando all’ordine del giorno ci sarà proprio un’interrogazione delle opposizioni sul dossier Trasimeno.
Meloni «Il sistema di adduzione da Montedoglio – scrive Meloni in una nota di Palazzo Donini – è nella sua fase cruciale: il filtro pilota di Tuoro è stato testato e validato e verrà sostituito con un impianto che permetterà di immettere direttamente 200 litri al secondo nel lago per l’intera annualità. I dati scientifici e ambientali confermano la piena sostenibilità dell’operazione, che sarà completata tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Parallelamente procede la progettazione dell’altro impianto previsto al Fosso Paganico».
Gestione stabile Nel merito delle polemiche, Meloni ha chiesto di «porre fine alle speculazioni politiche» e ha rivendicato l’impegno della giunta regionale, che – ha sottolineato – ha dato seguito a un piano operativo concreto dopo anni di stallo. «Le polemiche e le prese di posizione di questi giorni sul Lago Trasimeno mi spingono a intervenire per fare chiarezza. Voglio innanzitutto ribadire che l’acqua di Montedoglio arriverà, e i lavori sono già in corso. Non ci sono promesse, ma atti, cantieri e risorse che dimostrano una volontà precisa: restituire al Trasimeno una gestione stabile e una prospettiva di futuro».
Navigabilità Secondo l’assessora, i ritardi non sono frutto di inerzia attuale, ma l’eredità di anni passati in cui nulla sarebbe stato fatto per prevenire l’attuale situazione di criticità. «È curioso vedere tanta attenzione oggi da chi per anni ha ignorato le criticità del lago. Le segnalazioni di Busitalia e dei vigili del fuoco sulla navigabilità e sulla sicurezza erano note da tempo, ma nessuno nella scorsa Legislatura regionale è intervenuto».
Due livelli Meloni ha spiegato che l’attuale piano d’intervento si muove su due livelli: da un lato le azioni urgenti per manutenzione e sicurezza, dall’altro una strategia di medio-lungo termine che guarda alla valorizzazione turistica e ambientale del bacino. Ha ricordato, in questo senso, l’istituzione di una struttura permanente che coordina le attività regionali e la gestione dei fondi. «Serve superare l’approccio emergenziale e costruire una governance condivisa stabile e integrata».
Le darsene Oltre all’arrivo delle acque da Montedoglio e all’impianto di filtraggio, l’assessora ha fatto il punto anche sugli interventi in corso nelle darsene, che interessano direttamente il trasporto pubblico verso le isole e l’economia locale. Gli scavi per ripristinare l’officiosità idraulica sono partiti, con priorità assegnate in base a criteri tecnici. Lavori già effettuati a Castiglione del Lago, Passignano e San Feliciano, mentre proseguiranno a Torricella, Sant’Arcangelo e ancora San Feliciano, compatibilmente con le condizioni idrometriche.
Navigazione Un intervento specifico riguarda Isola Maggiore, dove sono imminenti i lavori per l’approfondimento dei fondali nei pressi del pontile e dove i mezzi come quelli per il trasporto merci e dei rifiuti non riescono più ad attraccare. L’obiettivo è garantire sicurezza, soccorsi e servizi essenziali. Nello stesso contesto, la giunta ha destinato 280 mila euro per la messa in sicurezza del sentiero francescano dell’isola e ha riprogrammato 625 mila euro per la viabilità del Comune di Tuoro. «Dopo anni di inerzia – ha concluso Meloni – il Trasimeno è tornato una priorità per la Regione. Non abbiamo la bacchetta magica e ci sono da recuperare anni di mancati interventi, ma i fatti sono davanti agli occhi di tutti: cantieri aperti, risorse sbloccate e un percorso chiaro per trasformare una crisi in un’occasione di rinascita».
