«La Chiesa, non è e non vuole essere estranea alla società in cui vive: vorrebbe anzi costituirne la coscienza critica» queste le parole del neo-vescovo monsignor Felice Arrocca mercoledì durante l’omelia per il suo insediamento nella cattedrale di San Rufino. Pace e impegno sociale, alla base dell’appello finale alla città del nuovo pastore che sarà il nuovo vescovo della Diocesi di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino, in attesa della presa di possesso anche della Diocesi di Foligno di sabato 28 marzo. 

Omelia Partendo dal Vangelo del giorno, Accrocca si è presentato alla diocesi facendo un passo indietro «non ho programmi, mi sembra irrispettoso presentarmi con programmi già fatti: ci conosceremo a poco a poco – ha sottolineato – ma ho un sogno: una chiesa di pace, per la città della pace, dove le voci si accordano insieme, dove le diversità siano valorizzate». Accrocca ha evidenziato il valore dell’incontro tra istituzioni diverse unite dal servizio al bene comune, ribadendo il ruolo di una Chiesa attenta a legalità, giustizia e tutela della persona, soprattutto dei più fragili. Ha sottolineato la necessità di agire con autonomia e senza interessi di parte, esprimendo infine il desiderio di servire con umiltà e disinteresse l’intero territorio diocesano, promuovendo unità e collaborazione. Con questo invito di pace anche ai più potenti e un abbraccio commosso all’ex pastore Sorrentino si è conclusa la messa di insediamento.

Saluti alla città in sei tappe Prima della messa a San Rufino, il neo vescovo Accrocca aveva visitato sei diversi nodi della città di Assisi. Il tour ecclesiastico è partito nel pomeriggio di mercoledì con la preghiera in Porziuncola: ad accoglierlo lì, padre Massimo Travascio, custode della Basilica di Santa Maria degli Angeli e vicario episcopale per la Basilica, insieme anche al provinciale dei Frati Minori, fra Francesco Piloni che «con profonda gioia» ha accolto il nuovo pastore «studioso appassionato e conoscitore autentico del francescanesimo e di Assisi» grazie ai suoi studi proprio nella città. Insediamento che, hanno ricordato, in maniera «provvidenziale» è avvenuto lo stesso giorno in cui fu posta la prima pietra della Basilica di Santa Maria degli Angeli, il 25 marzo 1569.

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Accoglienza al Serafico Più tardi, il vescovo ha proseguito incontrando il Serafico di Assisi, la presidente della struttura, Francesca Di Maolo, accompagnata dal cappellano, fra Alfredo Avallone insieme ad alcuni ragazzi e agli operatori. Un cammino che mostra fin da subito, secondo Di Maolo, «uno sguardo rivolto ai più fragili» come conferma anche la visita all’istituto.

Preghiera a San Francesco È seguita poi anche la preghiera nella Basilica di San Francesco, dove il vescovo Accrocca è stato accolto dai francescani conventuali e dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni. «Negli incontri con lui abbiamo potuto riconoscere la sua empatia e sensibilità pastorale» dice Marconi.

Preghiera sulla tomba di San Carli Acutis Per la terzultima tappa del pomeriggio, al Santuario della Spogliazione, monsignor Accrocca ha guidato un momento di preghiera insieme ai genitori di Carlo Acutis e a un gruppo di giovani, lanciando un forte appello alla pace e a scelte «evangeliche» anche «paradossali, come la povertà e la non violenza» del francescanesimo. Ha definito San Francesco «attuale» e capace di “spiazzare”, invitando a riscoprirne il messaggio anche come risposta alle crisi internazionali contemporanee.

Saluto alle Clarisse di Santa Chiara Nel tardo pomeriggio poi, la preghiera nella Basilica di Santa Chiara e il saluto alle Clarisse del Protomonastero, dove il vescovo è stato accolto dal ministro provinciale dei Frati Minori, insieme al vicario della comunità dei frati padre Mario Macrì e dalla clarissa esterna suor Chiara Paola.

In piazza con le autorità Infine, in piazza del Comune, prima dell’arrivo a San Rufino, il vescovo è stato accolto dalle autorità civili e militari, con i saluti del sindaco di Assisi Valter Stoppini e della presidente della Regione Stefania Proietti. Stoppini ha dato il benvenuto al  nuovo pastore sottolineando il legame della città con i valori di San Francesco mentre la presidente della Regione Stefania Proietti,  ha evidenziato l’importanza dell’ingresso del vescovo per l’intera comunità umbra, riconoscendone il ruolo «spirituale, culturale e civile».