di Daniele Bovi
Dopo anni di attesa, finalmente l’acqua dell’invaso di Montedoglio arriva al Trasimeno. Come comunicato venerdì mattina dalla Regione, la procedura di apertura dell’impianto di adduzione dell’acqua si terrà sabato alle 10 al potabilizzatore di Tuoro dove, nel corso delle ultime settimane, è stato installato il nuovo filtro; lavori per i quali, complici un gennaio e un febbraio estremamente piovosi, è servito più tempo del previsto. Con questa operazione, che vale in tutto circa un milione di euro messi a disposizione dalla struttura commissariale, potranno essere immessi 200 litri al secondo per tutto l’anno, capaci di garantire circa 10 centimetri all’anno.
Le adduzioni Stando a quanto spiegato settimane fa, la fase due sarà quella che riguarderà il fosso Paganico, nell’area di Castiglione del Lago, dove probabilmente entro la fine del prossimo anno arriverà un altro impianto da 800 litri al secondo, in funzione solo alcuni mesi dell’anno. Da aprile poi l’acqua arriverà anche dal canale artificiale Maranzano, mentre per il futuro si valutano anche altri progetti per innalzare il livello del lago.
I partecipanti Alla cerimonia di sabato parteciperanno, tra gli altri, la presidente della Regione Stefania Proietti, gli amministratori locali del comprensorio lacustre, i rappresentanti della struttura commissariale per l’emergenza idrica del Trasimeno, dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, di Afor, Eaut, Arpa e dell’Università degli Studi di Perugia.
Piogge e canoni Se, da un lato, le piogge hanno ritardato i tempi dei lavori, almeno per quanto riguarda il livello del lago sono state sicuramente benefiche: nel mese di febbraio il Trasimeno ha recuperato circa 20 centimetri, attestandosi sui -140; un livello che rimane comunque molto critico se si considera che tra novembre e gennaio si parlava di circa 160 cm sotto lo zero idrometrico, 40 in più rispetto all’anno prima. Vista la situazione di «estrema criticità idrica», l’Unione dei comuni del Trasimeno giorni fa ha deciso di congelare l’aumento dei canoni di ormeggio; tariffa che sarebbe dovuta aumentare dell’1,4 per cento per adeguarla all’indice Istat. Mini ritocco all’insù che ci sarà invece per quanto riguarda il canone di occupazione delle aree demaniali.
I dragaggi Lo stop all’incremento del canone per l’ormeggio è stato deciso anche per il fatto che, a breve, partiranno i dragaggi in alcune darsene di Magione. Nei giorni scorsi l’appalto è stato aggiudicato a un raggruppamento temporanee di imprese umbre che, dopo aver offerto un ribasso del 22 per cento, eseguirà i lavori per un totale di 934mila euro. In tutto sono state 38 le offerte presentate, che l’Unione ha selezionato sulla base del minor prezzo. Le darsene interessate dai dragaggi saranno quelle di San Feliciano e Sant’Arcangelo. L’obiettivo è ripristinare «idonei livelli» in corrispondenza «delle principali rotte di navigazione pubbliche e turistiche, nonché delle strutture portuali esistenti». Per farlo, secondo i calcoli dei tecnici, sarà necessario scavare per circa un metro e mezzo, rimuovendo quasi 18mila metri cubi di sedimenti, che salgono a 53mila se si considera anche l’acqua; sedimenti classificati come sottoprodotti destinati al riutilizzo, evitando la loro qualifica come rifiuti.
