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lunedì 29 novembre - Aggiornato alle 22:10

Recovery plan, ecco i 44 «progetti strategici» della Regione da oltre 3 miliardi di euro

Il dossier, presentato martedì alle parti sociali, sarà ufficializzato mercoledì: «Nuovo modello di sviluppo per l’Umbria»

Donatella Tesei

di Daniele Bovi

Oltre tre miliardi, per la precisione 3.075.696.475 euro, per provare a uscire «con prospettive migliori» dalla crisi sanitaria ed economica e tentare di dare all’Umbria un nuovo modello di sviluppo. Mercoledì, dopo l’approvazione in giunta regionale, la presidente Donatella Tesei ufficializzerà il Recovery plan umbro, il documento che sarà presentato al governo per chiedere il finanziamento dei 44 progetti ritenuti strategici dalla Regione, con la palla che a quel punto sarà tra i piedi di Palazzo Chigi. Il Pnrr umbro è stato illustrato martedì alle parti sociali e nell’elenco non ci sono la riqualificazione della ex Fcu e l’Alta velocità lungo la Perugia-Ancona, già oggetto dei piani nazionali.

INFOGRAFICA: L’ELENCO DEI 44 PROGETTI PRESENTATI

Le sei linee Nel corso dei mesi sono circolate diverse bozze, compresa quella da 451 voci di spesa e quasi sei miliardi e mezzo nella quale c’era pure il Nodino di Perugia, non presente nella versione finale dopo le molte polemiche delle ultime settimane. Le linee di intervento, già tracciate dal Next generation EU, sono sei: la parte più sostanziosa (1,6 miliardi di euro), è dedicata alla «Rivoluzione verde e transizione ecologica», seguita dai 469 milioni per «Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura», dai quasi 439 per la sanità, dai 214 per istruzione e ricerca, dai 155 per inclusione e coesione e, infine, dai 134 per «Infrastrutture per una mobilità sostenibile».

I criteri Una mole enorme di finanziamenti, e spenderli nei tempi stabiliti sarà una vera sfida: gestirli «vuole dire – è detto nel documento – dotarsi di capacità programmatica e amministrativa, dar luogo a una tempestiva azione di semplificazione delle norme e delle procedure, realizzare una nuova stagione di cooperazione tra le amministrazioni del territorio e tra soggetti pubblici e privati». Per individuare i progetti la Regione ha tenuto conto di alcuni parametri come la loro reale fattibilità entro il 2026, la capacità di produrre occupazione e la misurabilità dei risultati. Con il Pnrr, l’Umbria vorrebbe ritagliarsi «un ruolo all’interno delle traiettorie di sviluppo e crescita individuate dal governo, coerentemente con le proprie tipicità, la sua dimensione e le caratteristiche del suo tessuto economico».

Una lunga crisi Il punto di partenza è quella di un’Umbria di fatto mai uscita, se non in minima parte, dalla crisi del 2008; una regione che ha davanti, anche sulla scorta dei danni assestati dal coronavirus, «una ricostruzione non meno sfidante di quella lanciata dai fenomeni tellurici», e con in mente «una visione strategica chiara, in cui gli interventi sono tra loro collegati in base a un approccio sistemico, generando sinergie tra settori e ambiti territoriali diversi». Gli obiettivi sono quelli di «diventare a tutti gli effetti un laboratorio di sperimentazione», di «riportare l’Umbria a essere nuovamente competitiva e attrattiva» e di farne un «luogo ideale per vivere e fare impresa, investire, lavorare e studiare». Quanto al modello di governance, quello scelto prevede partnership tra pubblico e privato.

La lista Il mix di interventi sono mirati a supportare il sistema economico per numerare la produttività e rafforzare l’attrattività del territorio. Di alcuni dei 44 progetti già si è discusso nelle settimane e nei mesi passati (basti pensare al Bus rapid transit di Perugia) e nei prossimi giorni agli altri Umbria24 dedicherà dei focus specifici. Nella lista si va dalla mappatura in 3D dell’Umbria (considerato presupposto per nuove attività imprenditoriali) al «Prima», il Polo regionale dell’idrogeno e della mobilità alternativa da realizzare riconvertendo l’ex centrale Enel di Gualdo Cattaneo. E poi si parla si «Smart farming», ovvero una serra idroponica e due progetti energetici integrati con essa (un parco fotovoltaico e sistemi di accumulo di energia a batterie).

Energia e non solo Nel Pnrr anche la riqualificazione degli impianti di recupero di Pietramelina, Casone, Le Crete e Ponte Rio e il nuovo polo alle ex officine Bosco di Narni, i 153 milioni per la mitigazione del rischio idrogeologico, la Ubc (Umbrian bioeconomy district sustainable valley), che prevede la riconversione del polo chimico ternano e il risanamento dei siti industriali. Sul fronte dell’agricoltura, nel Piano compaiono un progetto per una «filiera olivicola a scarti zero», mentre al centro fieristico di Bastia Umbra potrebbe sorgere un centro per la grafica avanzata insieme a un polo fieristico multimediale. Un altro distretto, stavolta dedicato ai micro e ai nano materiali, potrebbe essere l’opportunità per l’area della ex Merloni, collegato col polo ternano sui biomateriali.

Digitale e turismo Per lo sviluppo delle competenze digitali è stato pensato un fondo rotativo da 50 milioni e altri due, di pari entità, per gli interventi green e per la patrimonializzazione delle imprese. Per aree interne e borghi sono previste risorse per il recupero del patrimonio naturale e ambientale, stanziate anche per parchi, cammini e ciclovie. Tra le linee di azione per il turismo ci sono anche quelle volte alla costruzione di prodotti ad hoc, mentre a Spoleto l’esperienza del deposito in cui sono stati ospitati i beni culturali danneggiati dal terremoto, proseguirà e sarà ampliata. Undici milioni sono stanziati per il «Distretto del contemporaneo e delle arti», che prevede una serie di percorsi all’insegna della mobilità dolce e sostenibile.

Trasimeno e Perugia Centocinquanta milioni invece ci sono per tutti i progetti che riguardano il Trasimeno, molti dei quali presentati nei giorni scorsi. Nell’elenco anche la messa in sicurezza di ponti e viadotti (27,3 milioni), l’idea di rendere il centro di Assisi il primo «completamente libero dalle auto», la sensoristica per il monitoraggio della mobilità e della sosta, la nuova stazione tra Ospedalicchio e Collestrada che servirà l’aeroporto San Francesco (8 milioni), la Gronda Nord pensata dal Comune di Perugia che vorrebbe anche realizzare una serie di parcheggi sotterranei in centro e la nuova viabilità per l’area industriale Terni sud. Al centro del Piano ci sono anche molti progetti che riguardano l’Università.

Università, cinema e salute Nel Pnrr si parla infatti del nuovo Polo scientifico regionale di via del Giochetto, il laboratorio di ricerca sulle onde gravitazionali e il Curi (Centro umbro di ricerca e innovazione con un focus su scienze delle vita). In Umbria inoltre dopo la costituzione della Film commission arriverà un «cineporto», ovvero la riqualificazione degli studios di Papigno e dell’ex centro multimediale; un luogo dedicato alla produzione di contenuti audiovisivi. Largo spazio ovviamente c’è per la salute, dalla telemedicina all’edilizia (oltre 40 milioni), con interventi che vanno dalla rifunzionalizzazione di spazi esistenti ai nuovi ospedali di Terni e Narni-Amelia. Tra i finanziamenti potrebbe ricadere anche quello per realizzare l’officina farmaceutica in cui produrre le cellule CAR-T, quelle usate nelle terapie personalizzate contro il cancro. Infine, oltre al mezzo miliardo per gli edifici scolastici si parla di studio e ricerca, semplificazione amministrativa, infrastrutturazione leggera delle aree industriali e artigianali, rafforzamento della rete di impiantistica sportiva regionale. Completato l’elenco, ora starà al governo dare il via libera.

Twitter @DanieleBovi

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