La crisi dell’artigianato colpisce duro anche l’Umbria. Qui tra il 2016 e il 2025, infatti, si è registrato un crollo degli addetti appena superiore al 25 per cento, mentre più contenuta, ma comunque molto marcata, risulta l’emorragia del numero delle imprese, che sono diminuite del 10,4 per cento. La fotografia è stata scattata dal Corriere della Sera che ha elaborato su base provinciale i dati Inps degli iscritti alla gestione speciale artigiani e quelli forniti da Movimpresa, “l’anagrafe” delle aziende.
La situazione più grave si registra in provincia di Perugia. Qui negli ultimi 10 anni si è perso più di un quarto degli addetti, precisamente il 25,5 per cento: in numeri assoluti significa che nel 2016 il comparto contava 21.319 lavoratori, che nel 2025 erano scesi a 15.884, con una contrazione di 5.435 occupati. Col segno meno, naturalmente, anche il censimento delle imprese, che nei 10 anni in esame ha fatto registrare una flessione dell’11,1 per cento passando da 16.648 ditte alle 14.765 contate al 31 dicembre scorso, col periodo che è quindi valso la chiusura di 1.843 aziende artigiane. Diminuito sensibilmente anche il rapporto di addetti per ogni impresa, che ora si attesta a 1,07 mentre nel 2016 era 1,28: in questo caso la contrazione è del 16,4 per cento.
Trend analogo, ma meno pesante almeno sul fronte dell’emorragia del numero di imprese, in provincia di Terni. Qui dal 2016 alla fine dello scorso anno la flessione degli addetti si è attestata al 25,2 per cento: in altre parole nella città dell’acciaio, Orvieto e nei relativi comprensori dieci anni fa il settore contava 6.381 lavoratori, che erano scesi a 4.776 al 31 dicembre scorso. Se la contrazione degli addetti è essenzialmente in linea con quella di Perugia, il crollo delle imprese risulta meno vertiginoso. Sì, perché qui la flessione si è attestata al 7,3 per cento, vale a dire che nel 2016 la provincia di Terni contava 4.852 aziende, che alla fine del 2025 si erano ridotte a 4.497, con una perdita in valori assoluti di 355 ditte. In questo territorio, infine, si registra una variazione negativa anche maggiore di quella di Perugia nel rapporto tra addetti e numero di imprese, che dieci anni fa era 1,31 e ora gira a 1,06 con una flessione che sfiora il 19,1 per cento.
