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Il centrodestra “invita” i 17 consiglieri comunali di opposizione a rassegnare le proprie dimissioni e nel pomeriggio di martedì va dal notaio per le prime firme mentre il Movimento 5 stelle promuove una raccolta delle firme necessarie a presentare una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Stefano Bandecchi. Così i partiti all’opposizione in consiglio comunale si muovono per “spodestare” il primo cittadino e far in modo, in sostanza, che il consiglio comunale venga sciolto. Al momento, cinque le sigle dei consiglieri nello studio notarile Cirilli.

«La situazione politica di Terni richiede fatti. Il tempo dei proclami è finito: chi ritiene conclusa questa esperienza amministrativa deve assumersi la responsabilità di porvi fine», così in una nota martedì mattina Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Udc. Il tentativo, da parte del gruppo consigliare di Fdi, c’era stato già lunedì mattina quando i consiglieri si erano detti pronti a rassegnare le dimissioni e avevano invitato “alla resa” anche gli altri esponenti dell’opposizione. Tentativo, però, quello, andato a vuoto.

Ora rilancia il centrodestra unito promuovendo una raccolta delle dimissioni autenticate davanti al notaio, dal quale proprio il cdx si è recato martedì pomeriggio. A firmare al momento Marco Celestino Cecconi (Fdi), Orlando Masselli (Futuro nazionale), Guido Verdecchia (Gruppo misto), Claudio Fiorelli (Movimento 5 stelle) e Roberto Pastura (Fdi). Comunque, la partita davanti al notaio potrebbe non finire qui perchè ogni consigliere può sottoscrivere le proprie dimissioni anche in momenti diversi. «Una volta raggiunto il numero necessario, almeno 17, – aveva spiegato il cdx – si procederà al deposito contestuale al protocollo del Comune, nelle forme previste dalla legge».

La speranza del centrodestra, che nella nota di martedì mattina aveva rivolto un appello al Campo largo, è quella di arrivare a quota 17 per protocollare le dimissioni dei consiglieri di opposizione. L’iniziativa porterebbe allo scioglimento del consiglio comunale se e solo se i 17 consiglieri comunali di opposizione rassegnassero dimissioni contestuali, anche, appunto, mediante atti separati presentati contemporaneamente al protocollo dell’ente. Secondo il Tuel infatti (articolo 141, lettera b), n. 3) i consigli comunali vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’Interno, quando cessa dalla carica, per dimissioni contestuali, la metà più uno dei membri assegnati, senza contare il sindaco. Nel caso di Terni, con 32 consiglieri assegnati, la soglia è dunque di 17 dimissioni. Qualora questa condizione si verificasse, si procederebbe allo scioglimento del consiglio, alla nomina di un commissario per la gestione provvisoria del Comune e al successivo rinnovo elettorale.

Intanto, in mattinata si è mosso anche il Movimento 5 stelle che promuove a sua volta una raccolta delle firme necessarie a presentare una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Stefano Bandecchi. «Il testo sarà aperto a tutti i consiglieri comunali che ritengono conclusa questa esperienza amministrativa, senza distinzioni di appartenenza politica», scrivono in un comunicato Daniele Pica, coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle di Terni, e Claudio Fiorelli, consigliere comunale M5s. Fiorelli si era detto disponibile a firmare le dimissioni davanti al notaio, e infatti, nel pomeriggio, ha risposto “presente” all’appuntamento e ha posto la sigla.

Pica e Fiorelli hanno poi spiegato che per la mozione di sfiducia servono 13 firme per presentarla e 17 voti per approvarla. L’approvazione della mozione, tramite votazione per appello nominale e con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti del consiglio, determinerebbe – spiegano i pentastellati – la cessazione dalla carica del sindaco e della giunta e comporterebbe lo scioglimento del consiglio e la nomina di un commissario. «La nostra responsabilità va oltre la sfiducia – aggiunge Pica – Terni ha bisogno di tornare a crescere».

Dal canto opposto, secondo la consigliera Maria Elena Gambini, esponente della maggioranza Bandecchi, «la raccolta firme mostra il volto peggiore della politica: una politica senza contenuti, senza una proposta per Terni e pronta a giocare una partita di potere sulla pelle della città. È infame e vigliacco tentare di far cadere un’amministrazione senza avere il coraggio di presentarsi ai cittadini con un progetto alternativo. Non si spiega che cosa si vuole fare per Terni, non si indica una strada diversa: si punta soltanto a spodestare il sindaco. Il fine sembra essere la conquista del potere per sé, non il bene della città», scrive in una nota per poi chiosare: «Il mandato è stato affidato dagli elettori. Se non si ha un’alternativa credibile da proporre, lo si rispetti e si attenda la fine della consigliatura».

Nata nel 1997, laureata in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e giornalista pubblicista, ha iniziato il suo lavoro di giornalista nel 2021 con Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all'attualità, alla politica e alla cronaca, più in particolare nell'area della provincia di Terni. Dal 2024 responsabile dell'audiogiornale Umbria24 Daily, le principali notizie del giorno in pochi minuti.