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«Sessanta persone che fino a pochi giorni fa lavoravano si trovano oggi a chiedersi quando potranno ricominciare e come affrontare le prossime spese. Ai lavoratori della Serafini e della Srf e alle loro famiglie, va la nostra solidarietà. Difendere questi posti di lavoro significa difendere la possibilità di continuare a costruire la propria vita a Terni». Così il gruppo territoriale Movimento Cinque stelle Terni che annuncia per lunedì la presentazione di un’interrogazione in consiglio comunale, con richiesta di trattazione urgente, per conoscere gli esiti degli incontri e le misure a tutela delle famiglie.

«Il confronto avviato in Prefettura e l’impegno di Comune, Regione e organizzazioni sindacali sono importanti – prosegue il M5s -. Chiediamo che si dia seguito rapidamente alla disponibilità espressa dall’assessore regionale Francesco De Rebotti, verificando i requisiti e avviando le procedure necessarie per la cassa integrazione straordinaria. Occorre anche individuare le forme di sostegno concretamente attivabili durante l’attesa: le spese delle famiglie continuano a scadere».

«Rivolgiamo inoltre un appello alla curatela e agli organi giudiziari competenti affinché valutino con la massima urgenza le condizioni per consentire l’esercizio provvisorio. Nel rispetto della della tutela dei creditori, va compiuto ogni sforzo per salvaguardare l’attività e l’occupazione. Ogni giorno di fermo rischia di compromettere i rapporti commerciali costruiti negli anni con i clienti, rendendo più difficile la ripartenza. Vogliamo contribuire al lavoro delle istituzioni e seguire gli impegni assunti fino alla loro attuazione. I lavoratori hanno bisogno di informazioni chiare sui prossimi passaggi e di sapere come verrà tutelato il loro reddito. La nostra attenzione resterà su questo».

Sullo stop improvviso dell’azienda di Maratta, interviene anche Sinistra italiana di Terni che allo stesso modo esprime la propria vicinanza ai lavoratori del gruppo Serafini e si augura che possa essere loro assicurata la salvaguardia del posto di lavoro. «Perché ciò avvenga – questa la riflessione – le ragioni della crisi di questa azienda dovranno essere seriamente esaminate e rimosse. Stupisce che sia stata data una rappresentazione di questa vicenda come se fosse dovuta ad un atto sconsiderato del Tribunale di Terni. Il Tribunale opera, salvo non vi siano prove evidenti del contrario, per la tutela delle vittime dei fallimenti, che, si dà il caso, siano anch’esse lavoratori o aziende che hanno lavoratori alle proprie dipendenze. Il Tribunale opera secondo legge, per tutelare creditori e fornitori da comportamenti aziendali sbagliati, non corretti e a volte illegali. I lavoratori non possono essere usati come scudi umani per rendere accettabili tali comportamenti».

«La crisi del gruppo Serafini – prosegue Sinistra Italiana – è la manifestazione locale di una crisi nazionale nel settore del trasporto e della logistica. Non è un caso che in questi giorni il mondo dell’autotrasporto si sia fermato in tanta parte d’Italia. I costi di gestione dovuti all’aumento del prezzo del carburante sono la mazzata finale su un sistema distributivo irrazionale, ambientalmente dannoso, imperniato su dinamiche di concorrenza esasperata e spesso scorretta, esito di una liberalizzazione indiscriminata delle regole, cominciate con la famigerata direttiva Bolkenstein. Agricoltura, industria e grande distribuzione, che di questa liberalizzazione hanno ampiamente approfittato per contenere i costi, oggi ne pagano le conseguenze. Dopo aver distrutto il settore della logistica e del trasporto, non riescono più a consegnare la merce nei magazzini e nei supermercati, perché l’autotrasporto è in ginocchio. Si tratta di una professione che nessuno, soprattutto i giovani, intende più intraprendere perchè, in cambio di una retribuzione di mera sopravvivenza, si è sottoposti a turni di lavoro durissimi, alla lontananza prolungata dalle proprie famiglie, a condizioni di lavoro non decorose, spesso ad assoggettarsi a comportamenti illeciti, come truccare ed alterare i dispositivi di bordo che controllano gli orari di lavoro. Il modello del trasporto merci va radicalmente cambiato. La distribuzione primaria deve avvenire per ferrovia o shipping; il trasporto su gomma deve occuparsi esclusivamente della distribuzione secondaria a medio-corto raggio. Per ragioni ambientali, per tutelare le condizioni di lavoro, per la sostenibilità dei costi economici. Ci vuole questo cambiamento, altrimenti i ‘casi Serafini’ si ripeteranno».