di Mattia Farinacci

«La scelta operata dalla delibera 1399 è stata effettuata senza una riduzione del numero degli attuali convenzionamenti della provincia di Perugia e ciò rischia di determinare uno spostamento di risorse della sanità pubblica a quella privata in un momento in cui le risorse a disposizione del sistema sanitario pubblico risultano scarse. Dunque al momento non è in corso nessuna procedura di autorizzazione alla realizzazione di strutture sanitarie in ordine ai suddetti posti letto. Per questo è tutt’altro che scontato che i posti letti accreditabili possano essere attribuiti a questa o a quella struttura privata». Questa la risposta della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti durante l’assemblea regionale in merito alla interrogazione posta dal consigliere di Avs Fabrizio Ricci circa l’apertura a Terni di una clinica ospedaliera privata convenzionata collegata al progetto di nuovo stadio.

L’interrogazione del consigliere Ricci «Un tema che interessa tutta la regione visto che parla di un modello di sanità. È arrivata alla ribalta delle cronache nazionali con una puntata della trasmissione Report che l’ha portata come caso studio della sublimazione del conflitto di interessi. La delibera della precedente giunta costituirebbe il presupposto su cui poggia la proposta avanzata dalla Ternana, con 80 nuovi posti letto in convenzione a privati accreditati e accreditabili, che però verrebbero rimossi e spostati dalla sanità pubblica. L’ipotetico convenzionamento della più grande struttura sanitaria privata mai progettata in Umbria farebbe lievitare l’importo già destinato alla sanità privata di circa un terzo. Questa somma aggiuntiva verrebbe sottratta al fondo sanitario regionale per il fabbisogno pubblico. Nel nostro programma elettorale abbiamo contestato la delibera citata perché riserva 80 nuovi posti letto a privati sottraendo alle strutture pubbliche. L’interrogazione porta a conoscere gli intendimenti della giunta in merito alla suddetta».

La risposta della presidente di Regione «La delibera di giunta regionale 1399 del 2023 aveva disposto la previsione di 80 posti letto da attribuire a operatori privati nella provincia di Terni sulla base di una rilevata sperequazione tra i posti letto privati nelle due province – esordisce la Proietti -. A questi 80 posti letto dovevano aggiungersi anche 42 posti letto privato non accreditabili e non convenzionati. La delibera si limitava a individuare in astratto il numero di posti letto attribuibili nella provincia di Terni ma non contemplava alcuna procedura di realizzazione di strutture sanitarie. Per questo è tutt’altro che scontato che i posti letti accreditabili possano essere attribuiti a questa o a quella struttura privata. La scelta operata dalla delibera 1399 è stata effettuata senza una riduzione del numero degli attuali convenzionamenti della provincia di Perugia e ciò rischia di determinare uno spostamento di risorse della sanità pubblica a quella privata in un momento in cui le risorse a disposizione del sistema sanitario pubblico risultano scarse. Per questo dopo l’inizio di questa legislatura questa giunta regionale ha dato prontamente avvio ai lavori di redazione del nuovo piano sociosanitario regionale 2025/2030 che implicherà altresì una mappatura e una revisione dell’organizzazione della rete ospedaliera regionale e delle strutture in convenzione dei posti accreditati e convenzionati; attualmente è in atto la ricognizione del numero dei posti letto per determinare il fabbisogno complessivo in ossequio alle normative vigenti indispensabili alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale da integrare con la riorganizzazione dell’assistenza territoriale che andrà completata entro l’annualità corrente. In tale scenario la giunta regionale attuale, dopo l’approvazione dei posti letto, provvederà a determinare le quote di posti letto privati da accreditare e convenzionare con costi a carico del servizio sanitario regionale».


La replica del consigliere «Ringrazio la presidente per aver ribadito con grande chiarezza la centralità del nostro sistema pubblico e la missione del privato, cioè a sostegno del pubblico – ribadisce con soddisfazione il consigliere di AVS -. Condividiamo la volontà di una definizione dei reali fabbisogni nei vari territori che garantirà che gli 80 posti letti previsti restino nella disponibilità delle strutture pubbliche senza nessun trapasso verso il privato ma al contrario rafforzando il sistema sanitario pubblico».

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