di Mattia Farinacci e Maria Giulia Pensosi
Si passerà dall’ingresso principale, o dalla finestra. Tutto per salvare la Ternana. Il “piano A” è centrare la seconda asta per il ramo sportivo delle Fere (22 maggio); il “piano B” è quello che sta “tramando” il sindaco di Terni – in questo caso è meglio dire imprenditore – Stefano Bandecchi in contatto con l’Orvietana per acquisirne il titolo sportivo e far ripartire le Fere dalla serie D.
“Piano A”: l’asta Dal lato istituzionale il primo cittadino spera nel buon esito dell’asta: «Non ne so nulla perché la cordata che conoscevo io, quella di Splendori, non parteciperà all’asta, reputandola ancora troppo cara – spiega Bandecchi contattato telefonicamente da Umbria24 -. Nessuno di quelli che conosco io parteciperà, spero lo faccia qualcun altro. Per quanto riguarda me come sindaco se la Ternana dovesse andare fallita assegnerò la licenza a chi sarà il più autorevole a richiederla». Nelle ultime ore lato asta la novità è stata la riduzione del debito sportivo, rimodulato dopo la rinuncia di calciatori e staff ad abbondanti quote dei loro emolumenti. Questo ha permesso di ridurre la massa debitoria. L’offerta minima è di 146.250 euro, il prezzo base 195 mila euro. L’appuntamento è fissato per il prossimo 22 maggio.
“Piano B”: l’Orvietana La seconda possibilità passa per il rilevamento del titolo sportivo dell’Orvietana, squadra che milita nel campionato di serie D, da parte dell’imprenditore Bandecchi. Al momento non c’è un accordo chiuso, ci sono interlocuzioni in corso. «Non è un accordo già chiuso. Con l’Orvietana è una discussione aperta – continua Bandecchi -. Stiamo parlando e vedendo se è possibile. Ricordiamoci che l’Orvietana ha più storia della Ternana perché ha 115 anni se non sbaglio». Di questa seconda strada Umbria24 ne ha parlato anche con il presidente dell’Orvietana, Roberto Biagioli: «È una cosa difficile da fare e da decidere. Non è un problema di soldi. Al momento siamo in alto mare, ci potrebbero essere anche delle questioni tecniche e federali da risolvere. Stiamo ragionando, io sono abbastanza predisposto». Se l’operazione dovesse andare in porto comunque, come ovvio che sia, per la squadra della Rupe si cercherà un’altra strada per continuare nel mondo del calcio.
Bandecchi torna nel mondo del calcio A prescindere dagli esiti delle molteplici operazioni in corso, Stefano Bandecchi ha le idee chiare: avrà la sua personale squadra: «Sono dell’idea che a Terni eventualmente ci saranno 20 squadre di calcio. Io avrò là mia. Sto cercando di fare accordi diversi. Posso iniziare anche dalla prima categoria, io i campionati li so vincere: so retrocedere ma anche vincere. Non voglio avere niente a che fare con la squadra che oggi è in mano ai curatori. La affiderò a qualcuno se l’asta non dovesse andare bene; ma anche se andasse bene e qualcuno se la prenderà io avrò un’altra squadra di calcio. Avrò la mia Ternana. Bandecchi si è rimesso a fare calcio perché tutte le chiacchiere che ho sentito a Terni mi hanno rotto le scatole».
La Curva Nord Venerdì mattina intanto la Curva Nord a mezzo social pubblica un duro comunicato: «Mai avremmo pensato di scrivere queste righe, tanto meno nell’anno storico del centenario. In uno dei momenti più bui della nostra storia, ora siamo noi a parlare e a tirare le somme. Il fallimento non è accaduto per caso, ma è il frutto di anni di pessime gestioni e di interessi personali messi al di sopra della città, della maglia e della tifoseria. Tutto questo sistema di interessi è nato da Bandecchi, che ancora prova ad ergersi a paladino della città e a salvatore di tutto. Ma noi non ci caschiamo. Non ci siamo cascati quando abbiamo iniziato a contestarlo anni fa, quando era ancora presidente, figuriamoci adesso». Un altro passaggio della nota: «Ma ora sia chiara una cosa: la nostra idea è più che esplicita. Speriamo che almeno questo fallimento porti ad avvicinarsi gente seria, interessata alla Ternana e a Terni. Chi non lo fosse dovrebbe prendere un’altra strada: non permetteremo a nessuno di calpestarci», poi l’attacco diretto a Bandecchi: «Un appunto lo vogliamo fare a Bandecchi, che ancora si permette di criticare e insultare cittadini e tifosi pensando che tutto il mondo sia suo. La Ternana siamo noi. La Ternana è dei tifosi, dei cittadini e della città. Qualunque suo inserimento in progetti futuri riguardanti la Ternana non sarà accettato».
