di Mattia Farinacci
Non c’è più niente da fare: la Ternana Calcio è fallita. L’epilogo più triste del calcio ternano si è materializzato dopo un mese di trattative e tentativi disperati per cercare di salvare almeno il titolo sportivo. In mattinata un comunicato dell’imprenditore Fabio Splendori aveva aperto uno spiraglio, poi chiuso dal sindaco Bandecchi a pochi minuti dal termine ultimo per presentare la base d’asta. Arriva anche la conferma del consulente Donato di Campli: «Abbiamo dato tutto, spiace per come è finita». Per tornare nel calcio che conta si aprono due scenari per le Fere, ma entrambi passano per l’inferno del calcio dilettantistico.
Ternana fallita Termina ufficialmente l’esperienza della Ternana Calcio: la società è ufficialmente fallita. Il club terminerà l’esercizio provvisorio il 14 di maggio. Domani, giorno dell’asta, si prenderà atto che quest’ultima è stata disertata. Nel giro di una settimana circa poi la Federazione procederà allo svincolo di tutti i tesserati della società, con i calciatori rossoverdi che saranno liberi di accasarsi altrove. Perso anche tutto il patrimonio del settore giovanile. Terminata dunque l’esperienza delle Fere nel calcio professionistico: per tornare nel calcio che conta i rossoverdi dovranno ripartire dai dilettanti con due scenari possibili. La prima è seguire l’indicazione delle norme federali che prevedono l’iscrizione di una nuova squadra in Eccellenza; il secondo è ricercare la cessione di un titolo in Serie D, scenario più difficilmente percorribile.
Il commento di Di Campli Arriva anche la conferma di Donato di Campli, avvocato esperto in materia di fallimento sportivo che da qualche settimana era arrivato a Terni in qualità di consulente per affiancare i dirigenti rossoverdi in questa fase delicata: «Mi dispiace per com’è andata a finire la vicenda della Ternana. Io ci ho messo tutta la mia buona volontà, la mia esperienza e tutta la professionalità possibile, cercando fino all’ultimo di individuare una strada concreta per salvare una piazza così importante. Purtroppo, successivamente, non si sono create le condizioni economiche necessarie per poter chiudere questa operazione. Nel calcio, soprattutto in situazioni così complesse, la competenza da sola non basta: servono solidità, coraggio e soprattutto garanzie reali. Resta comunque la consapevolezza di aver lavorato con serietà, trasparenza e passione, senza vendere illusioni a nessuno. E questo, alla fine, per me conta più di tutto».
