di Carlo Forciniti
Prima il Mondiale. Poi lo scudetto. Ma per la Sir in versione Sicoma Monini, una stagione già eccellente di suo non è ancora finita. Perché il finale può nobilitare ulteriormente un’annata che resterà comunque indelebile. Per le vittorie in serie ma anche per il modo in cui sono arrivate. La forma oltre alla sostanza.
Perugia è tra le magnifiche quattro che sabato 16 e domenica 17 maggio giocherà la Final Four di Champions League all’Inalpi Arena di Torino. In un impianto di livello top, scenario e cornice ideale di una manifestazione così importante. La più prestigiosa a livello di club.
Elite La squadra di coach Lorenzetti ha la possibilità di iscriversi ad un ristrettissimo gruppo di squadre che nello stessa stagione hanno vinto il titolo iridato, quello europeo e il campionato nazionale. Fino ad ora, a riuscirci sono state Trento ormai 15 anni fa, i russi dello Zenit Kazan nel 2017-2018 e i brasiliani del Sada Cruzeiro in più di un’occasione. Giannelli e compagni entrerebbero dunque in un cerchio particolarmente ristretto di elette del volley internazionale. Per di più da campioni d’Europa in carica.
Altro che pancia piena Una motivazione ulteriore per un gruppo che nel corso del 2025-2026 ha saputo godersi ogni momento di gloria, prima di avere l’immediata capacità di resettare, di mettere da parte anche i successi più appaganti, per porsi sempre nuovi obiettivi. Perché dalle parti di Pian di Massiano, la vittoria più bella è quella che deve ancora arrivare. Dopo il trionfo in Brasile, a Belém, i bianconeri sono ripartiti come se avessero avuto tutto da dimostrare: una motivazione per certi versi autoimposta che sul campo si è tradotta in undici vittorie tra regular season di Superlega, quarti di finale di Coppa Italia e girone di Champions League.
Una volta archiviati i festeggiamenti per la Supercoppa italiana dei record alzata al cielo di Trieste, la Sir si è ripetuta vincendo nuovamente altre undici partite consecutive. Tra queste, la doppia sfida con il Guaguas di Las Palmas che ha permesso a Perugia di staccare il pass per le Final Four di Torino, e tutte le gare giocate in post season di Superlega, chiusa con una prova di forza contro la Lube che è valsa il terzo tricolore della storia della società del patron Sirci.
Grande Slam Tre trofei in una singola stagione. Non certo una novità dalle parti del PalaBarton Energy. Otto anni fa di questi tempi, Perugia bussava alla porta della storia della pallavolo italiana con un triplete da urlo: scudetto, Coppa Italia, Supercoppa italiana. Il miglior modo per inaugurare una serie di trionfi che da quel 6 maggio 2018 non si è ancora interrotta. Nel 2024, Perugia ha superato se stessa con un poker che ha travalicato i confini del volley nostrano. Perché ai tre trofei a tinte tricolori, si è aggiunto il Mondiale per club dominato a Bangalore. E ora? E ora la Sir – in versione Sicoma Monini – già campione d’Italia e del Mondo, ha la possibilità di completare un clamoroso Grande Slam confermandosi sul tetto d’Europa. Un obiettivo nell’obiettivo. L’ultimo traguardo da provare a centrare per una squadra già comunque protagonista di una stagione indimenticabile. Ma che a Torino, potrebbe diventare forse irripetibile. Forse, appunto. Perché dalle parti di Pian di Massiano e come dimostrano gli ultimi mesi, l’appetito (di vittorie) vien mangiando. O meglio ancora, vincendo…
