Un reparto dell'ospedale di Perugia (©️Fabrizio Troccoli)

Dodici dipendenti dell’Azienda ospedaliera di Perugia ottengono dal tribunale il riconoscimento del diritto alla pausa e alla fruizione della mensa durante i turni superiori alle sei ore, con risarcimenti economici che in alcuni casi arrivano fino a 7mila euro netti.

Le sentenze sono state emesse dal giudice del lavoro del tribunale di Perugia e riguardano personale che, secondo quanto ricostruito nei ricorsi, avrebbe prestato servizio per anni in turnazioni prolungate senza poter usufruire della pausa prevista dalla normativa e del servizio mensa.

I giudici hanno riconosciuto non soltanto il diritto formale alla pausa e al pasto, ma anche il risarcimento sostitutivo per le prestazioni lavorative svolte oltre le sei ore senza accesso ai servizi previsti. Le somme liquidate variano da circa 3mila fino a oltre 7mila euro netti per ciascun lavoratore, in relazione ai periodi di servizio presi in esame.

Al centro delle decisioni c’è l’applicazione del decreto legislativo 66 del 2003 e dei contratti collettivi nazionali del comparto sanità, che prevedono per il personale impegnato in turni superiori alle sei ore il diritto alla pausa e alla possibilità di consumare un pasto durante l’attività lavorativa.

Secondo le sentenze, il diritto non può essere escluso sulla base dell’organizzazione interna dei turni o delle modalità di servizio adottate dall’azienda.

A rendere nota la vicenda è la Uil Fp Umbria, che ha seguito le vertenze legali dei lavoratori coinvolti. Il segretario regionale Paolo Leonardi parla di «sentenze che confermano quanto il sindacato sostiene da tempo: il diritto alla mensa non è un optional, ma un pilastro della dignità e della salute del lavoratore».

Leonardi aggiunge che «vedere riconosciuti risarcimenti così significativi è la prova che le aziende sanitarie non possono ignorare le necessità di chi, con turni massacranti, garantisce la salute pubblica».

Dopo queste decisioni, il sindacato annuncia l’intenzione di estendere l’iniziativa anche ad altri dipendenti delle aziende sanitarie umbre che si trovassero nella stessa condizione. «Invitiamo tutti i colleghi che hanno svolto turni superiori alle 6 ore senza usufruire del servizio mensa a contattare i nostri uffici – conclude Leonardi –. Siamo pronti a portare avanti questa battaglia per ogni singolo lavoratore, affinché un diritto sancito dalla legge diventi realtà per tutti».

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