Operazioni di voto in un seggio umbro (foto F.Troccoli)

Due che tendono da una parte, gli altri tre incerti. A poco più di due settimane dal voto del 4 marzo la fotografia dell’Umbria elettorale che ha scattato YouTrend (progetto di informazione incentrato sui sondaggi e i trend sociali, economici e politici) è questa. In particolare da qualche giorno un gruppo di studiosi che ruota intorno a Youtrend ha messo online Rosatellum.info, ovvero un’analisi collegio per collegio che si basa su sondaggi, serie storiche e trend elettorali, attraverso i quali sono state formulate delle previsioni sui collegi uninominali di Camera e Senato.

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L’analisi L’Umbria secondo questa analisi è un mix di arancione, rosa e celeste chiaro. Partendo dalla Camera, il collegio Perugia-Trasimeno viene classificato «tendente» verso il centrosinistra, mentre quelli di Foligno-Altotevere e Terni sono «incerti», con il primo che tende però verso il centrosinistra e il secondo verso il centrodestra. Quanto al Senato l’Umbria 1, cioè il centro-nord dell’Umbria, sarebbe «tendente» verso il centrosinistra mentre il 2, l’Umbria sud, è incerto ma con un centrodestra in vantaggio. Insomma, stando all’analisi, da prendere ovviamente con le molle, l’area del Ternano è quella che, complice la vicenda del dissesto del Comune di Terni, si presenta come la più difficile per il centrosinistra umbro.

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Bassetti Intanto in vista del voto è tornato a far sentire la propria voce il cardinale di Perugia Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. Il presule giovedì ha aperto ad Arezzo il Sinodo e la festa della Madonna del conforto, sottolineando che «la povera gente ha bisogno di essere ascoltata, c’è bisogno di dialogo, c’è bisogno di risolvere i problemi della gente e non fare promesse che si sa bene, nel momento che vengono pronunciate, non potranno essere mantenute perché due conti si sanno fare tutti, quella che è la situazione della nazione che è come la famiglia». «Ai politici – ha aggiunto sorridendo – ne ho mandati tanti di messaggi, mi ascoltassero… L’Italia è fragile, va ricucita e va conciliata. Ho chiesto di abbassare i toni perché non serve a nulla: quello che dico per la Chiesa vale anche per la società civile».

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