lunedì 21 maggio - Aggiornato alle 01:32

Muri vuoti e bacheche piene: nella campagna low cost facce e santini online. Costi a confronto

Meno risorse e nuova legge, i volti dei candidati spariscono dalle plance e finiscono sugli smartphone

Spazi vuoti in via Cortonese, a Perugia (foto Umbria24)

di Daniele Bovi

Parafrasando Pietro Nenni, plance vuote e bacheche social piene; quanto alle urne, chissà. La campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 4 marzo, entrata ormai da giorni nel vivo, oltre che breve sarà anche low cost come testimoniano le plance predisposte dai Comuni nei vari territori. Per accorgersene basta camminare un po’ lungo le vie dei quartieri più trafficati di Perugia, dove da qualche giorno sono state installate le plance dedicate alla propaganda elettorale. Il sorteggio per l’assegnazione degli spazi c’è stato giovedì e da allora i rettangoli che spettano alle diverse liste sono rimasti sostanzialmente vuoti, tranne rari casi (compresi quelli di affissione abusiva).

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Il sostegno che non c’è I perché sono molti, ma in primis c’è il drastico calo delle risorse a disposizione dei partiti. Nel 2014 infatti il governo ha scelto di abolire il finanziamento pubblico, collocando di fatto l’Italia fuori da quanto previsto da tante altre democrazie. Restringendo l’analisi ad esempio alla sola Europa, Francia e Germania prevedono (per chi rispetta regole precise) varie forme di sostegno e lo stesso avviene in tanti altri paesi occidentali. Il risultato è che le risorse a disposizione saranno pochissime e che i muri delle città a tre settimane dalle elezioni sono vuoti. Al contrario sono piene, anzi pienissime, le bacheche del social più mainstream del panorama, Facebook.

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Santino 2.0 Alzi la mano infatti chi nelle ultime ore non ha visto spuntare sulla propria timeline la faccia di uno dei tanti candidati del collegio in cui abita. Questo è possibile grazie a una delle tattiche più utilizzate in questi giorni, ovvero quella dei post sponsorizzati; in pratica i candidati, o meglio i loro staff, pagano Facebook per apparire sul profilo del maggior numero possibile di persone di un determinato territorio (che è possibile scegliere). La logica è semplice: più si mira a un target definito e preciso e meno si paga. Qualche esempio per quanto riguarda Perugia e dintorni (nel raggio di 40 chilometri, all’incirca il collegio 1 della Camera): tra i 18 e i 65 anni per il social network è possibile raggiungere 240 mila persone.

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Quanto costa Se si volessero investire all’incirca 20 euro per ogni post la creatura di Zuckerberg promettere di raggiungere la bacheca di oltre 27 mila persone; restringendo il target, aumentano le cifre. In un quadro del genere il rischio è quello del sovraccarico, ovvero se una bacheca viene invasa da santini 2.0 e post sponsorizzati di candidati c’è più di una possibilità che il social elettore passi rapidamente avanti senza prestare troppa attenzione. Per dare un altro ordine di grandezza, per un migliaio di tradizionali manifesti si spenderebbero all’incirca 150 euro: in molti però più che sulle plance delle vie delle città optano per finire sugli schermi degli onnipresenti smartphone.

La legge elettorale Un altro motivo che spiega la sparizione dei volti dai muri sta nel meccanismo della legge elettorale, che eleggerà un terzo dei parlamentari con il maggioritario e due terzi con il proporzionale: ad avere maggiore necessità di visibilità sono più che altro i candidati dei collegi uninominali (54 in tutta l’Umbria) impegnati nel corpo a corpo, mentre per quelli che hanno ottenuto un posto nei listini proporzionali (un altro centinaio) la battaglia è meno feroce. Di tutti questi temi si parlerà a Perugia nel corso di una due giorni che si terrà all’Università (aula 1 di Scienze politiche) venerdì 16 e sabato 17 febbraio. «Social media and data driven targeting in election campaigns» è il titolo del workshop, organizzato con la London School of Economics.

Il workshop «Accademici e professionisti del settore provenienti da tutta Europa – spiegano i promotori dell’iniziativa – saranno impegnati in una due giorni di dibattiti e approfondimenti, in cui verranno discussi i rischi e le opportunità derivanti dall’utilizzo dei big data e delle piattaforme digitali nelle campagne elettorali contemporanee». Sette i tavoli di discussione, coordinati oltre che dagli organizzatori Paolo Mancini (Università degli Studi di Perugia) e Damian Tambini (London School of Economics), da Joao Carlos Vieira Magalhaes (London School of Economics), Johannes Hillje (spin doctor), Sara Bentivegna (“La Sapienza” Università di Roma), Samantha Bradshaw (Università di Oxford), Louis Knight-Webb (Who Targets Me).

Twitter @DanieleBovi

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