di Daniele Bovi
Prosegue con Catia Polidori, coordinatrice regionale di Forza Italia e candidata come capolista nel listino proporzionale della Camera, la serie di interviste ai candidati in vista del voto del 4 marzo.
Quali sono i temi principali sui quali si concentrerà nel corso della campagna elettorale?
«Sono quelli indicati dal presidente Berlusconi. Un programma per far ripartire il paese, per rimettere in moto l’Umbria. Una regione che la sinistra tenta di mettere, tutti i giorni, in ginocchio. La migliore e più efficace sintesi: meno tasse, meno tasse e meno tasse. Meno tasse sulla casa, sulle famiglie e sulle imprese».
Quali sono i più importanti problemi del territorio a cui intende dar voce?
«Dobbiamo risolvere il nodo di Terni, con una legge speciale per evitare che siano i cittadini e le imprese a pagare i danni della cattiva politica della sinistra. Si è fatto per altri centri e si può fare per Terni, per i cittadini umbri. Daremo risposte più efficaci al dramma terremoto. Supereremo la stagione delle chiacchiere e delle promesse con quella dei fatti. Noi abbiamo le carte in regola e la credibilità che ad altri manca».
Economia, welfare e trasporti sono tre temi strategici per l’Umbria: per ognuno di questi indichi un provvedimento chiave da approvare in parlamento.
«Abbiamo assunto un impegno preciso. Sulle vertenze lavoro e sulle aree di crisi in Umbria bisogna fare qualcosa in più. Con più lavoro e più crescita si tutelano i diritti e si costruisce un welfare moderno. Prima di votare la fiducia al prossimo governo chiederemo un tavolo anti crisi al Mise. Non sono chiare le mosse della Regione, non si ha traccia del Governo. Serve una svolta, immediata, concreta. Per la Nardi, per la vicenda Ast e per tante realtà territoriali, come ad esempio la ex Merloni il cui futuro è ancora incerto. Il tema delle infrastrutture e dei trasporti è fondamentale per l’Umbria. Con il prossimo governo valuteremo l’impegno di organizzare, in Umbria, gli stati generali delle infrastrutture e della logistica. Ne parlerò con il presidente Berlusconi certa di raccogliere il suo consenso. L’Umbria sconta un deficit infrastrutturale, antico e penalizzante per l’intero territorio. Bisogna invertire la rotta e cambiare l’approccio culturale, Terni e Perugia dovranno saranno centrali in un sistema integrato dei trasporti. Considerale in contrapposizione è vecchio vizio della politica miope».
Se eletta come intenderà gestire il rapporto con il suo collegio?
«Il contatto con il sistema locale è imprescindibile. Con i dirigenti, gli amministratori e le realtà produttive. Lo faccio da sempre e continuerò a farlo. Per far crescere classe dirigente e per individuare bravi amministratori. Siamo gli unici ad avere schierato liste composte solo da umbri, e queste sono la conferma di un lavoro che parte da lontano e che ci ancora al territorio».
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