Cascia si prepara a celebrare la Festa di Santa Rita, in programma il 22 maggio. Migliaia di pellegrini sono attesi nella città umbra per rendere omaggio alla Santa degli impossibili, figura universale di pace, perdono e speranza, ancora oggi capace di parlare al cuore dell’uomo contemporaneo.
In un tempo segnato da guerre, tensioni sociali e solitudini diffuse, il messaggio di Santa Rita torna con forza e attualità, richiamando alla possibilità concreta della riconciliazione e della fraternità. «Santa Rita continua a parlare al mondo perché ha vissuto fino in fondo il dolore umano senza lasciare che diventasse odio», afferma suor Maria Grazia Cossu, madre badessa del monastero di Santa Rita da Cascia. «Oggi più che mai sentiamo il bisogno della sua testimonianza. In un mondo ferito da guerre, divisioni e violenza, Rita ci ricorda che il perdono non è debolezza ma una forza capace di cambiare la storia delle persone e delle comunità».
PAPA LEONE SPERA DI TORNARE A CASCIA
La badessa richiama anche il legame spirituale che unisce Cascia a Papa Leone XIV, pontefice agostiniano, la cui voce si è levata in questi mesi con insistenza sul tema della pace e del dialogo. «Un anno fa dicemmo con gioia: “Abbiamo un Papa in famiglia”. Oggi possiamo dire che abbiamo una guida salda, che indica una direzione chiara mentre il mondo attraversa un tempo difficile e inquieto», sottolinea. «Papa Leone XIV richiama ogni giorno al valore del Vangelo, della pace, dell’umanità. È una voce che invita a costruire ponti e non muri, a custodire la dignità di ogni persona e a non smettere mai di credere nella possibilità del bene».
Proprio il perdono e la capacità di trasformare la sofferenza in speranza sono al centro del riconoscimento internazionale “Donne di Rita”, che sarà consegnato il 21 maggio a Cascia. Istituito nel 1988, il premio valorizza storie femminili accomunate da resilienza e impegno nella pace, nella solidarietà e nella misericordia.
Le testimonianze delle premiate raccontano percorsi di dolore e rinascita. Fanni Curi ha affrontato la perdita del figlio Luca e la successiva scoperta della propria storia adottiva, trasformando il dolore in impegno a favore dei più fragili. Lucia Di Mauro, dopo l’uccisione del marito, ha scelto di incontrare uno degli autori della tragedia, allora minorenne, accompagnandolo in un percorso di rinascita. Mirna Pompili, dopo la morte della figlia Camilla in un incidente stradale, ha trovato la forza di avvicinarsi alla persona coinvolta nella vicenda, trasformando la sofferenza in testimonianza di fede e riconciliazione.
Le “Donne di Rita” rappresentano così il volto concreto del messaggio della santa di Cascia: scegliere l’amore anche nelle circostanze più difficili, trasformando il dolore in speranza e la ferita in possibilità di incontro.
Il 22 maggio, giorno della festa liturgica di Santa Rita, il momento centrale sarà il solenne pontificale delle ore 11 nella Sala della Pace, presieduto dal cardinale Stanisław Dziwisz, arcivescovo emerito di Cracovia. Al termine della celebrazione seguiranno la tradizionale supplica alla Santa e la benedizione delle rose, simbolo del miracolo della fioritura legato alla sua figura.
La festa si intreccia anche con iniziative di solidarietà. La Fondazione del monastero sostiene infatti il progetto dell’Oasi Santa Rita, che sorgerà a Porto Recanati e sarà dedicato all’accoglienza di persone con disabilità e dei loro caregiver, con l’obiettivo di garantire il diritto alla vacanza in un ambiente inclusivo e accessibile. Per sostenere il progetto è possibile contribuire attraverso il bracciale solidale dedicato alla festa.
Il monastero di Santa Rita da Cascia, dove la santa visse per quarant’anni come monaca agostiniana, resta oggi il cuore spirituale della celebrazione. Le monache continuano la loro vita di preghiera e lavoro, affiancando attività di accoglienza e opere di carità attraverso anche la Fondazione Santa Rita da Cascia Ets, attiva in Italia e in diversi Paesi del mondo.
