di Genesis Bridge
Sono oltre venti i locali – tra bar, discopub e locali notturni – chiusi nell’ultimo periodo in Umbria. Un emergenza che il comitato locali intrattenimento umbro, insieme alle federazioni italiane longue bar e barman, vogliono poter arginare, mettendo in campo strumenti concreti a tutela delle realtà presenti sul territorio regionale. L’iniziativa è stata presentata mercoledì mattina a Palazzo Cesaroni a Perugia.
Sinergia L’obiettivo è costruire un team capace di affiancare i gestori in difficoltà e offrire alle amministrazioni locali strumenti operativi per gestire una situazione sempre più critica. Un lavoro in sinergia tra associazioni studentesche, comuni, associazioni di categoria, lavoratori del terzo settore, cittadini e unità competenti chiamati a collaborare attraverso un approccio tecnico-strategico fondato sui regolamenti specifici del territorio.
Proposte Tra le proposte sul tavolo vi è l’introduzione di una nuova categoria normativa: il «pubblico esercizio con intrattenimento leggero», pensata per i locali che di giorno operano come bar e la sera offrono anche intrattenimento, con obblighi proporzionati al reale livello di rischio e affollamento. L’interesse è orientato inoltre anche a una semplificazione burocratica dei procedimenti autorizzativi, riducendo tempistiche, incertezze interpretative e discrezionalità applicative, con il supporto legale di esperti.
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Nuove idee Alla conferenza erano presenti Ambrogio Fichera, consulente ed esperto in legislazione amministrativa, Giovanni Zangarelli, imprenditore di Città di Castello e l’attivista politica Elisa Modarelli. Quest’ultima ha parlato, senza mezzi termini, del rischio di desertificazione dei locali nel capoluogo umbro: «Mi auguro che i giovani si attivino per trovare proposte originali, innovative e sostenibili, ma soprattutto che sappiano coniugare il diritto alla sicurezza con quello del divertimento».
Supporto «Il problema è serio – sottolinea Giovanni Zangarelli -, perché ci sono dipendenti sospesi, lavoro perso e aziende con affitti e costi fissi da onorare, oltre alle assicurazioni da pagare su immobili inutilizzati». Il comitato chiarisce che è il momento che gestori e istituzioni si siedano allo stesso tavolo, insieme ai cittadini, per trovare soluzioni condivise. Perché il rischio, avvertono, non è solo economico: «Senza trovare un posto dove divertirsi, i giovani decidono di farlo per le vie della città causando così confusione». Infine, la richiesta all’amministrazione di Perugia nel tutelare le attività che hanno dovuto “forzatamente” sospendere il loro esercizio.
