di Daniele Bovi
Il bisturi della spending review incide sulla carne viva della sanità umbra. Nel 2012 infatti gli ospedali e tutti gli altri servizi della regione dovranno funzionare con 20,8 milioni di euro in meno oltre alle sforbiciate dei mesi precedenti. Un taglio imposto a luglio dal decreto legge 95 che ha ulteriormente ridotto, per il 2012, di 900 milioni il livello delle risorse per la sanità nazionale: 882 milioni riguardano la quota indistinta del Fondo sanitario, 15 gli obiettivi di piano e tre gli istituti zooprofilattici sperimentali. Il problema, per l’Umbria così come per le altre regioni italiane, è che la sanità era stata programmata nei bilanci con i soldi ripartiti a febbraio grazie all’accordo tra presidenti e Ministero. Ora bisogna ragionare con molti euro in meno.
Oltre 20 milioni in meno Quanti lo spiega direttamente la giunta regionale nella delibera varata nei giorni scorsi che riguarda le variazioni di bilancio: dagli 1,598 miliardi di euro di luglio (mese in cui si è votato l’assestamento di bilancio) si passa a 1,577 miliardi. Al netto di mobilità attiva ed entrate proprie da 1,588 miliardi di euro a 1,574. E così delle molte voci che compongono la tabella in cui vengono suddivise le risorse che fanno funzionare la sanità umbra, il taglio riguarda esclusivamente il finanziamento dei livelli di assistenza. Tutte le altre voci infatti, da quelle per la programmazione agli obiettivi speciali, dalla formazione degli operatori fino alla lotta contro le malattie infettive e l’educazione sanitaria, rimangono invariate. L’unica variazione, in positivo, riguarda la spesa «per il funzionamento del sistema informativo sanitario e per ricerche e indagini epidemiologiche», che passa da 3,625 milioni a 3,804.
I soldi per UM L’altro importante provvedimento era quello atteso dal mondo del trasporto, in particolare dai lavoratori di Umbria Mobilità che vogliono vedersi garantiti gli stipendi di novembre, dicembre e la tredicesima. Nella variazione di bilancio infatti la giunta mette sul piano la sua parte di aumento di capitale pari a 5 milioni e 75 mila euro: «La giunta – è scritto nella delibera – ha valutato positivamente l’opportunità di procedere da subito alla sottoscrizione e versamento della propria quota del suddetto aumento di capitale, reperendo all’uopo le necessarie risorse all’interno del bilancio 2012». I soldi per autobus e treni vengono reperiti, secondo le tabelle allegate, anche grazie alla sforbiciata più consistente che compare nelle variazioni (3,1 milioni, da 6 a 2,9), ossia quella agli oneri contributivi verso gli Istituti previdenziali ed assicurativi per l’assicurazione degli apprendisti artigiani.
Aumenti e tagli Tra gli altri segni meno, 200 mila euro sono stati tolti agli interventi «di sostegno per l’accesso alle abitazioni», 800 mila all’amministrazione del personale, 61 mila alle iniziative per la promozione e sostegno dell’artigianato. Tra i segni più i 200 mila euro per il «ripristino e miglioramento delle condizioni civili ambientali» (in pratica per l’emergenza alluvione), 70 mila per i settori dell’artigianato e della cooperazione, 30 mila per il diritto allo studio e i 179 mila di cui sopra per il funzionamento del sistema informativo sanitario regionale e per le indagini epidemiologiche.
Province addio In più nella delibera viene affrontato il nodo del finanziamento delle Province. Così come imposto a livello nazionale dalle norme sul federalismo fiscale, dal 2013 tutti i trasferimenti regionali alle Province «aventi carattere di generalità e permanenza» vengono soppressi. E così, in sostituzione, ogni Regione deve istituire un fondo di compartecipazione alla tassa automobilistica (cioè al bollo) «in misura tale da assicurare lo stesso importo». Per quanto riguarda la fissazione della misura e le modalità di determinazione, ci vorrà un accordo al Consiglio delle autonomie locali. Tutto ciò in attesa della fine del processo di riordino delle Province. Da ultimo, 473 mila euro sono stanziati per la «Community network» regionale, cioè per la rete territoriale telematica condivisa da tutti gli enti locali e dalla Regione. Il pacchetto di provvedimenti dovrà ora passare al vaglio delle commissioni di palazzo Cesaroni per poi essere approvato, al massimo, entro il 30 novembre.


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