L'assessore regionale alla Sanità Franco Tomassoni

di Daniele Bovi

Almeno per quanto riguarda i posti letto i parametri fissati dal decreto sulla spending review, approvato dal governo nella notte di venerdì, portano buone notizie per l’Umbria: secondo i calcoli effettuati da Repubblica la regione guadagnerebbe in linea teorica la possibiiltà di creare 98 posti letto in più, da 3.256 a 3.354. «Entro ottobre 2012» infatti il decreto impone di arrivare a quota 3,7 posti ogni mille abitanti. L’Umbria, stando ai dati del 2009, è l’unica realtà in Italia insieme a Campania e Basilicata a rispettare quella soglia. Per la precisione, nella regione ci sono 3,6 posti ogni mille abitanti. «Quello fissato dal governo – spiega a Umbria24 l’assessore regionale alla Sanità Franco Tomassoni – è un parametro che già rispettiamo. Anzi, come mostra Repubblica saremmo premiati». Secondo l’assessore si conferma quindi la bontà delle scelte effettuate con la riforma della sanità che la giunta conta di approvare entro luglio (approdo in aula previsto a settembre): «Di certo noi ora dobbiamo accelerare – continua Tomassoni – ma la nostra riforma contiene già un riordino della rete».

Decisioni lasciate ai territori L’Umbria quindi si è portata avanti e ora il governo, all’interno del quale è passata la linea del ministro della Sanità Renato Balduzzi, favorevole a lasciare le competenze sulla riorganizzazione alle Regioni, si pone come una sorta di controllore: «La norma – ha detto venerdì il ministro – incita a fare una verifica stringente sulle sulla funzionalità degli ospedali piccoli. Comunque si tratta di una decisione che deve prendere il territorio. I parametri da emanare riguardano requisiti tecnologici, strutturali ma anche quantitativi». Per quanto riguarda il riordino della rete ospedaliera umbra Tomassoni sostiene come «i piccoli nosocomi di comunità non saranno più generalisti ma saranno vocati a determinate specializzazioni. Prevediamo – dice – la deospedalizzazione di strutture che si occuperanno ad esempio di rsa e riabilitazione estensiva. E tutto ciò è stato fatto non per contenere i posti letto ma per creare una rete ospedaliera più funzionale e per aggredire le liste di attesa».

Risorse, altri 50 milioni in meno Il decreto porta invece notizie cattive in merito alle risorse che servono al funzionamento della macchina sanitaria regionale. Nel testo infatti si conferma il taglio di tre miliardi del Fondo sanitario nazionale: all’Umbria, secondo la ripartizione fatta nei mesi scorsi ma sulla quale è ancora in corso un braccio di ferro con il governo, spetterebbero per l’anno in corso circa 1,6 miliardi. Le mazzate tremontiane della scorsa estate hanno invece portato a un taglio delle risorse, dal 2012 al 2014, per circa 140 milioni di euro. L’ulteriore colpo di mannaia approvato nella notte Tomassoni lo quantifica, per il bienno 2012-2013, in una cinquantina di milioni: «Quindici o sedici per l’anno in corso – osserva anche se aspetta di leggere con attenzione l’articolato – e il resto nel 2013, ma non escludo una “spalmatura” anche nel 2014».

Contratti e farmaceutica La spending review sanitaria porta poi l’abbassamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale: si passerà, nel 2012, dal 13,1% per arrivare all’11,5% nell’anno prossimo. Sale invece la spesa farmaceutica ospedaliera, dal 2,4 al 3,2 per cento: «In merito a quest’ultima voce – prosegue Tomassoni – noi già ci siamo in parte attrezzati ma per quanto riguarda il contenimento il problema saranno gli anni prossimi». Altro capitolo spinosissimo, e potenzialmente esplosivo se si pensa alle probabili battaglie legali, è quello che riguarda il taglio del 5% per l’acquisto di beni e servizi. Un taglio che, fatta salva una rimodulazione del tutto (ma non dei saldi complessivi) nell’ambito delle trattative tra governo e Regioni sul Patto per la salute 2013-2015, si deve applicare da subito, anche ai contratti in essere: «E’ una legge dello Stato e la dovremo rispettare. Immagino che ci saranno contenziosi e che si metteranno in atto tutte le difese giuridiche ma la norma va applicata e basta. Spero solo che crei la minor conflittualità possibile».

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