Franco Tomassoni con Catiuscia Marini

di Ivano Porfiri e Daniele Bovi

Niente aumento dell’addizionale Irpef regionale. O meglio, Palazzo Donini non metterà un ulteriore carico sopra quanto già deciso da Monti. Spaventata dalle mazzate assestate dalla manovra del governo infatti la giunta regionale, nel corso dell’attesa riunione politica di mercoledì mattina, sceglie di non ricorrere alla leva fiscale per fare cassa. E, siccome, non si ricorrerà alla leva fiscale, i soldi verranno da un pacchetto di misure che Umbria24.it è in grado di anticipare: dal blocco delle assunzioni all’accelerazione delle riforme, in primis in tema di sanità, fino a tagli in tutti i settori della macchina amministrativa.

Niente tasse «Consapevoli anche della composizione sociale dell’Umbria, con la presenza di una rilevante popolazione anziana e redditi da lavoro  al di sotto della media nazionale – spiega palazzo Donini in una nota -, in vista del bilancio 2012 la Giunta regionale ritiene che non sarebbe minimamente sopportabile dai cittadini ulteriori misure di aggravio di imposizioni e tassazioni a livello regionale».

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Leva fiscale Ergo tutto, almeno per quanto riguarda il 2012 e fatto salvo quanto deciso dal governo, rimane così com’è. In Umbria la percentuale sarà, secondo le scelte di Monti, dell’1,23%, in crescita rispetto allo 0,9%  in vigore negli anni scorsi. Il governo insomma invece che alzare le aliquote dei redditi più alti con questa mossa sceglie di colpire, tramite le addizionali regionali, tutti i contribuenti. Ampi poi rimangono i margini di manovra per quanto riguarda la leva fiscale regionale. Nel 2000 infatti la pressione fiscale dell’Umbria, come certificano gli uffici tecnici di palazzo Donini nella relazione che accompagna la manovra di bilancio approvata nei mesi scorsi, era pari al 2,85%. Un valore sostanzialmente identico al 2,89% del 2009. Numeri che certificano un sostanziale «stallo» delle entrate nelle casse regionali.

Marigini ampi Le possibilità di intervento sono ampie: tra Irap privata, addizionale Irpef, addizionale sul consumo del gas metano, imposta regionale sulla benzina e tassa automobilista si arriva ad una «potenzialità fiscale» pari a 123 milioni di euro. La parte del leone, secondo la simulazione tecnica, la farebbe l’Irap privata, dove c’è un margine dell’1% (che varrebbe 72 milioni), seguito dall’aumento dell’Irpef fino all’1,4% (più 26 milioni) e a seguire metano (più otto milioni), benzina (più otto milioni) e un più 10% della tassa automobilistica (pari a un più nove milioni). Il totale fa 123 milioni.

RIFORMA ENDOREGIONALE, OK DALLA COMMISSIONE. SUMMIT TRA MARINI, GUASTICCHI E POLLI

Dove si prenderanno i soldi Tra i provvedimenti che la giunta discuterà e approverà il 16 ci saranno il blocco totale delle assunzioni, forse sancito addirittura con forza di legge, tagli a tutti i capitoli di bilancio e accelerazione delle riforme nella sanità. Quel giorno, inoltre, verrà pre-adottato il Dap (il Documento annuale di programmazione economica) e verranno aggiunti altri provvedimenti «in materia di razionalizzazione, contenimento e risparmio». L’input principale viene dal decreto «Salva Italia» di Mario Monti, ma la presidente Marini e i suoi fedelissimi prenderanno la palla al balzo per rompere gli argini. Da qui alla fine dell’anno la Marini incontrerà i consiglieri di maggioranza per trovare la quadra, mentre per il 29 è stato convocato il tavolo dell’Alleanza per lo sviluppo.

Stop alle assunzioni Se, a parole, il Palazzo solidarizza con le Province di Perugia e Terni, di fatto nessuno crede a retromarce e tutti si preparano al «funerale» di aprile. Prova ne è lo stralcio dalla riforma endoregionale del trasferimento delle competenze alle Province (solo Rifondazione si è opposta). Quindi, dalla Regione si stanno preparando al flusso di dipendenti che, dalle Province, dovranno essere ricollocati negli altri enti. Ergo, il 16 verrà decretato il blocco totale delle assunzioni per il 2012, forse con un provvedimento di legge.

Spending review La giunta ordinerà inoltre una spending review a tutti i dirigenti: ogni comparto avrà un obiettivo di riduzione delle spese che verrà fissato in questi giorni (nell’attesa che la conversione del decreto legge fissi l’entità finale dei tagli).

Riforme e sanità La Marini procederà quindi a un’accelerazione che riguarderà tutte le riforme lasciate ancora in sospeso. Prima di tutto, quelle nel settore della sanità: la mega partita delle assicurazioni, che da sola vale 30 milioni, la razionalizzazione dei servizi con l’istituzione della centrale unica del 118 e una compressione della spesa farmaceutica ospedaliera..

Trasporti Parte dei risparmi dovranno andare a coprire il capitolo trasporti. Il nuovo piano industriale dell’Azienda unica ha, di recente, ridotto le spese, tuttavia pesa ancora come un macigno la riduzione di trasferimenti statali. Dei due miliardi iniziali, Berlusconi ne garantì per il 2012 appena 400: ora Monti, rinunciando al prelievo straordinario sulle accise, ha messo sul piatto 800 milioni più l’impegno a coprirne altri 400 dal versante Trenitalia. Ne mancano, insomma, ancora 400 per cui le Regioni si stanno battendo, ma se le cose resteranno così all’Umbria verranno meno 8-9 milioni, da recuperare grazie a tagli da operare ad altri capitoli. Anche perché la nuova legge e il nuovo Piano regionale non andranno a regime prima del 2013.

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