di Barbara Maccari
«Mi piacerebbe che le primarie del Pd le vincesse una donna». Parola di Matteo Renzi, ospite nella sala congressi dell’hotel Rio a Umbertide per la presentazione del suo libro «Stil novo-La rivoluzione della bellezza tra Dante e Twitter». L’evento è stato presentato nell’ambito del progetto culturale dell’associazione «Progetto per l’Umbria», guidata da Marco Vinicio Guasticchi. Grande successo di pubblico e sala dell’hotel stracolma per l’evento.
Il libro Con questo suo saggio, che intreccia storia e politica dal Rinascimento ai nostri giorni, Renzi ripercorre la storia di Firenze, intrecciando la sua visione politica con la storia culturale della città che governa, nella convinzione che la storia è in grado di insegnare molto alla politica contemporanea e che per andare avanti può essere utile guardare al passato e prenderne spunto.
Il benvenuto Dopo i saluti di rito del sindaco di Umbertide, Giampiero Giulietti, che ha dato il benvenuto al sindaco di Firenze, Matteo Renzi, è toccato a Marco Vinicio Guasticchi fare gli onori di casa per «Progetto per l’Umbria». Oltre al libro la serata è stata l’occasione per parlare a 360 gradi della situazione politica, economica e sociale dell’Italia.
Le primarie Primo tema caldo toccato dal moderatore dell’incontro, il giornalista Federico Sciurpa, sono state le primarie all’interno del Pd, che Renzi ha commentato così: «Le primarie sono un momento di confronto all’interno del partito e vanno fatte prima delle elezioni non dopo come ha suggerito brillantemente qualcuno. All’interno del Pd però questo confronto è visto in maniera negativa e con paura. Non è pensabile di poter espellere chi non la pensa come il segretario, siamo il partito democratico non quello stalinista. Devono decidere i cittadini con le primarie e non i segretari di partito chi li rappresenta».
Renzi si candida? A domanda diretta «Ma lei in caso di primarie si candiderebbe?», Renzi ha risposto così: «Se non si fanno le primarie il Pd perderà di nuovo le elezioni. Quando Bersani si deciderà a farle, possibilmente senza imbrogli e con le regole della volta scorsa, allora penso che uno di noi dovrà scendere in campo per poter rinnovare l’Italia e per presentare un modello valido per i prossimi trent’anni. Mi piacerebbe comunque che fosse una donna a vincerle. Va da sé che chi vincerà poi avrà il diritto al supporto di chi perderà. Ma il messaggio principale in questo momento non è dire chi si candiderà, ma quando verranno fatte le primarie, è questo quello che chiediamo al segretario Bersani, quando? Se i candidati li sceglierà il segretario alle prossime elezioni troveremo il Movimento a 5 stelle di Grillo al 20%».
Politici come lo yogurt Altro tema caldo quello dell’antipolitica, Renzi ha ribadito la sua ricetta per abbatterla:«Per sgonfiare l’anti politica occorre fare politica. Sono 25 anni che ci sono gli stessi soggetti, cambiano il nome al partito ma loro rimangono sempre lì, è ora di cambiare, di rottamare. I nuovi politici dovrebbero avere la scadenza come lo yogurt, dovrebbero essere a tempo determinato. Soprattutto ci dovrebbero essere solo due partiti, centro destra e centro sinistra. Dante in questo caso farebbe comodo alla sinistra di oggi, era coraggioso, non aveva paura di dire quello che pensava e sono sicuro che avrebbe usato Twitter, poche parole per trasmettere emozione».
Tornerei ad Arcore Si è tornati anche sulla cena ad Arcore con Silvio Berlusconi: «Lo rifarei anche adesso anche se allora suscitò polemiche, e poi non andai a cena ma a pranzo. La cena ad Arcore è solo per chi ha il phisique du role. A parte le battute se l’allora Presidente del Consiglio ti chiama e ti chiede una mano per l’emergenza rifiuti in Campania tu devi rispondere perché sei primo cittadino di Firenze».


